Lo Zibaldone azzurro: Juventus-Napoli dalla A alla Z

Riviviamo la partita di ieri sera con il classico gioco dell’alfabeto

Altissimo il rischio di farsi fregare dalle palpitazioni in questo finale di campionato. Un’impresa insperata, una notte dove tutto può cambiare…

Buffon-Nulla può sul colpo di testa vincente di Koulibaly, caro Gigi non si tratta di insensibilità: si voleva soltanto aggiungere un pizzico di sale in più su un campionato troppe volte scontato.

Callejon- Impeccabile in fase di non possesso, lo spagnolo si mette in mostra per qualche attacco in profondità che crea sempre problemi alla vecchia signora. Suo l’assist vincente: provvidenziale!

Delirio nella notte. È vero che il Napoli non ha ancora vinto nulla, ma il calore di questa piazza che vive soltanto di pane e pallone è a dir poco ineguagliabile.

Ennesima trasferta memorabile per gli uomini di Maurizio Sarri che lontano dalle mura amiche vestono i panni dell’incredibile Hulk provando ad annientare tutto ciò che gli è davanti. Mostruosi.

Fortuna che stavolta volge le spalle alla vecchia signora: il palo di Pjanic, un segno del destino non sempre bianconero.

Giro palla fluido e scorrevole come quello di qualche mese fa. Serviva essere semplicemente se stessi per compiere quest’impresa sto’R’ica.

Hamsik- Il capitano si rende costantemente pericoloso tra le linee sfiorando la rete per ben due volte. Unica pecca aver fallito delle chance piuttosto nitide.

Inoperoso Pepe Reina- Emblematico il dato statistico: 0 interventi da parte dell’estremo difensore azzurro, a testimonianza di una prova difensiva pressoché sontuosa.

Limitata con una tattica esemplare la corazzata Juventus. Una partita da registrare e mostrare ai ragazzini delle scuole-calcio.

Magistrale la prova di Mario Rui. Il terzino portoghese riesce a contenere impeccabilmente uno scattista del livello di Cuadrado soffrendo davvero poco o niente. Soldatino!

Napoli- Per una volta mettiamo da parte gli obiettivi da raggiungere, ieri una città intera è scesa in piazza per celebrare i propri beniamini. Passione, gioia, dolore, lacrime e sorrisi: Napoli mantiene viva l’immagine di un calcio che rischia di essere condizionato esclusivamente dal business e non più dalle emozioni che questo gioco meraviglioso riesce a regalare.

Ora è il momento di mantenere i nervi ben saldi in vista di un percorso oltremodo tortuoso: “Il sentiero degli dei”.

Pjanic- Sfortunato nella fortuna. Probabilmente quel calcio di punizione, senza deviazione, non avrebbe impensierito Pepe Reina. Il palo salva il Napoli e tiene apertissimo il discorso Scudetto.

Quoziente di difficoltà ai limiti dell’impossibile. Era prevedibile che la Juve giocasse accontentandosi di un pari, vincere in questo modo è un’impresa a tutti gli effetti.

Rog- Inserito come di consueto negli ultimi frangenti del match, il croato entra in campo con la solita tenacia ed una voglia matta di azzannare la preda. Vorace!

Sarri- Merita ampiamente il massimo dei voti. Lezione di calcio, accompagnata da un pizzico di fortuna che non guasta mai, inflitta agli storici rivali. Vincere e sperare in grande, altro che record di punti caro mister…

Tre punti che valgono doppio o forse anche più. Pensare che nel giro di quattro giorni si è passati da un potenziale -9 a -1… Coronarie a rischio!

Un solo punto di distacco in classifica. Chiaramente il Napoli ha il dovere di vincerle tutte senza avere alcun rimpianto e sperando in qualche buona nuova.

Voglia matta di entrare nella storia con una squadra che fa appassionare e soffrire ogni giorno. Napoli tu credici, che il fato sia benevolo stavolta…

Zielinski- Sbaglia alcuni passaggi semplici, ma è sempre nel vivo del match cercando di seminare il panico con qualche percussione degna di nota ed una conclusione velenosa. Serve anche il talento di Piotr per giungere al palazzo.

 

 

 

 

 

 

 

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