Napoli-Atalanta vista dalla curva

Napoli – Atalanta comincia già male, traffico sulla tangenziale, e per evitare inutili ritardi, usciamo al Vomero, consapevoli di spezzare la prima di tante superstizioni che ci accompagnano ogni benedetta domenica (oramai si fa per dire…).
Parcheggiamo, non al solito posto, e non beviamo la solita birra pre-partita. Male, ma male male penso… ma me lo tengo per me.
Piove e fa freddo e il Napoli durante il riscaldamento non è quello di sempre, ma mi convinco che sono solo mie sensazioni.
Toh… guarda chi c’è, quell’amico che non veniva da tempo, precisamente da Napoli – Roma 1-3… ma è solo un caso, non credo a queste cose !
Ore 17:58, il resto della combriccola tarda ad arrivare, ma sono tranquillo nonostante non fosse mai capitato.
Entrano le squadre in campo, e fortunatamente il Napoli ha la maglia della “Madonna dell’Arco”, quella che assicura la vittoria, mentre Sarri al suo ingresso in campo riceve l’ovazione del pubblico, chiaramente riferita alla diatriba col presidente.
Comincia la partita e il Napoli parte bene, ma i Bergamaschi subito fanno capire che possono far male in contropiede prima con Kessie e poi con Conti, ma Reina è attento.
Il Napoli fa gioco e va vicino al vantaggio con Insigne, che colpisce la traversa dopo una grande giocata.
L’ Atalanta pressa a tutto campo, e lo fa alla grande, mostrando spesso freschezza atletica e lucidità.
La partita adesso è complicata, il Napoli non riesce ad esprimersi ai suoi livelli, sbagliando spesso semplici appoggi ed arrivano i primi mugugni dagli spalti.
Al 28′ l’Atalanta passa in vantaggio su calcio d’angolo con lo juventino Caldara, che ne approfitta della blanda marcatura dei difensori azzurri e mette in rete. 0-1.
Il Napoli prova a reagire ma non riesce ad essere pericolo.
Al 39′ Mertens ha un’occasione colossale, che con una grande giocata fa fuori Caldara ma poi mette fuori incredibilmente…
Cominciamo a pensare che è una di quelle: “OGGI NUN’ È JURNAT'”.
Al 45′ ne abbiamo la conferma, Mertens calcia una punizione magistrale, ma Berisha per carnevale si è vestito da Superman, e vola all’incrocio mettendo il pallone in calcio d’angolo.
L’arbitro manda le squadre negli spogliatoi e la curva prova ad incoraggiare la squadra, visibilmente sconfortata.
Nei 15 minuti d’intervallo restiamo in religioso silenzio, cercando di trovare una soluzione “interna” e così decidiamo di cambiare la disposizione sui seggiolini.
Finisce finalmente l’attesa e comincia la ripresa, ma “cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia”, noi abbiamo cambiato le nostre posizioni ma il Napoli non ingrana.
Maksimovic al 1′ si traveste da Britos, e lascia andare Petagna in porta, ma fortunatamente l’ariete orobico non ne approfitta, calciando male.
Al 15′ entra Milik per Hamsik, per un Napoli più offensivo.
La svolta potrebbe arrivare al 22′, Kessie commette un fallo ingenuo su Insigne e si fa cacciare dal campo per doppia ammonizione.
Adesso il Napoli ne può approfittare… ma i bergamaschi con Spinazzola e Caldara, mettono in piedi un contropiede magistrale e fanno il secondo gol.
Che mazzata ! 0-2.
Al 31′ ci sono i presupposti per abbandonare gli spalti…
Ghoulam mette al centro un pallone e Callejon a 3 passi dalla porta mette clamorosamente fuori.
“Possiamo giocare per altri 2 giorni, il Napoli non metterà mai il pallone nella porta”… questa è la sensazione.
Gli azzurri hanno altre opportunità per accorciare le distanze, ma niente da fare.
L’arbitro mette fine ad una partita dannata per gli azzurri e giocata alla perfezione da Gasp&Co.
Martedì c’è la Juve, sabato la Roma e martedì 7 marzo il Real Madrid… ci aspetta una settimana di passione, cruciale per la stagione… ma noi ci saremo CASMS permettendo !
Mario Mellone

 

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