Callejon: “Ringrazio Benitez, ma con Sarri è scoccata la scintilla. Con lui ci divertiamo”

L’intervista esclusiva a Callejon ai microfoni del quotidiano spagnolo “AS”

Real Madrid-Napoli. Era la partita che sognavi?

“Sì, sognavo di tornare. Non pensavo che fosse ora, agli ottavi è un po’ presto affrontare il Madrid, però il sorteggio ha deciso così…”

 

Come ha reagito lo spogliatoio e Sarri?

Bene, è un’opportunità per tutti. Fino a sabato non possiamo parlare del Real Madrid perché il mister si arrabbia (ride).

Cosa temi di questo Real Madrid?

“Tutto. E’ il miglior club del mondo, devi stare attento praticamente a tutto”.

 Ha parlato con qualcuno dei suoi ex compagni?

“Sono spesso in contatto con Ramos e con Morata. Mi sono anche congratulato con Cristiano per il Pallone d’Oro”.

Che tipo di compagno è Cristiano Ronaldo?

“E’ una persona assolutamente normale. Un grande lavoratore: arriva per primo e se ne va come ultimo. Quando mi allenavo con lui, cercavo sempre di apprendere. Non capita tutti i giorni di lavorare con il miglior al mondo”.

Il suo allenatore al Real fu Mourinho. Ha parlato con lui del sorteggio? 

“Ho sempre una buona relazione con lui, però non abbiamo commentato la sfida”.
Come vede Zidane da allenatore?

“Sta andando benissimo, però non mi ha sorpreso. E’ stato un giocatore spettacolare e come allenatore non poteva essere differente”.

Lucas Vázquez sta trionfando in un posizione che sarebbe potuta essere la sua… 

“Mi fa molto piacere per lui, la cantera del Real Madrid esiste per questo: dare giocatori buoni. Sono contento per lui e per Zidane che ha puntato su di lui”.

Quando ha capito che era arrivata l’ora di lasciare il Madrid?

“Ero molto contento, però sentii subito che dovevo fare un passo in avanti nella mia carriera per essere protagonista. Mi chiamò Rafa Benitez e mi disse che a Napoli sarei stato bene. Non aspettai un secondo”.

 

Rafa disse: “Questo ragazzo segnerà 20 gool”. E così fu…

“Mi mise pressione questa frase, però funzionò (ride). Sono stato molto felice con lui, mi ha insegnato molto vincendo due titoli e arrivando a conquistare la prima convocazione con la Spagna. Gli posso solo dire grazie”.

Ha parlato con lui della sfida?

“No, però l’altro ieri mi ha mandato un messaggio dicendo di aver visto la partita con il Bologna e che gli dispiaceva per la mia espulsione. Mi ha fatto piacere”.

Perché non ha avuto successo a Madrid?

Non lo so, sinceramente. Allenare il Madrid è molto difficile e queste cose possono passare, però lui continua ad essere un grande tecnico. Sono felice per lui per il suo percorso in Inghilterra, se lo merita”.

Quando è andato via Rafa Benitez, ha ricevuto offerte per tornare in Spagna? 

“No, stavo aspettando di conoscere Sarri e non ho avuto offerte. Con il mister è scoccata la scintilla”.

Perché?

“Contatto perfetta con il gruppo, amiamo i suoi metodi di lavoro. Mi disse che contava su di me, mi spiegò le sue idee e mi sono subito legato a lui. I risultati si vedono”.

Veniva dall’Empoli, non aveva mai allenato una grande squadra. Cosa vi ha sorpreso di lui?

“Nel faccia a faccia trasmette tanto, dice ciò che pensa e questa è una grandissima virtù. I suoi metodi di allenamento li adoriamo: vuole sempre il possesso palla, che giochiamo all’attacco, vuole vederci divertire. E ci riesce: si diverte anche Pepe in porta (ride, ndr).

Da quando è arrivato Sarri, dicono tutti che il vostro è il miglior gioco in Italia

“Mentalmente ci siamo convinti di essere un’ottima squadra e che stiamo lavorando benissimo. Gli elogi ci danno fiducia e determinazione per continuare così”.

Come ha preso lo spogliatoio l’addio di Higuain?

“Era un giocatore importante, ha segnato 36 gol ed è normale che alla gente non piaccia vederlo con la maglia della Juve. Ma siamo riusciti a migliorare anche senza di lui”.

Di fatto, segnate ancora di più dell’anno scorso…

“Stiamo benissimo insieme, e i concetti del mister dopo un anno e mezzo si stanno assimilando ancora meglio”.

Il tridente con te, Mertens e Insigne funziona a meraviglia.

“Ci divertiamo tanto, ci completiamo a vicenda. Speriamo di continuare così”.

Siete i vice-campioni d’Italia, cosa vi manca per vincere uno scudetto?

“Essere più maturi quando bisogna gestire certe gare, e magari avere un po’ di fortuna in più. Ma credo che stiamo crescendo”.

Cosa deve temere il Real di questo Napoli?

“Tante cose. Siamo in un buon momento di gioco, viviamo una gran striscia di risultati positivi, e avremo il ritorno al San Paolo che sarà uno spettacolo…”.

I tifosi hanno polverizzato quarantamila biglietti in un giorno.

“E’ incredibile, dal giorno del sorteggio in città non si parla d’altro. C’è grande entusiasmo, i napoletani meritano di vivere una grande gioia”.

E adesso vestite solo di bianco…

“Mi piace! Il club ha scelto questo colore al posto dell’azzurro, e i risultati da allora vanno benissimo. Vuol dire che dobbiamo continuare così (ride)”.

Le tue due figlie sono nate a Napoli, qui sembri essere davvero a tuo agio. Cosa ti ha innamorato della città?

“Adoro la gente di questo posto, mi sento già napoletano. Sono affettuosi, ti danno il cuore subito, come nel sud della Spagna”.

Anche Reina e Albiol sembrano adorarla.

“Pepe addirittura ci manda messaggi audio in napoletano, Raul è felice qui e siamo contenti del suo rinnovo contrattuale. È importante per noi”.

E’ vero che un giocatore a Napoli vive oppresso dai tifosi?

“Devi adattarti bene, io venivo una Madrid, dove i calciatori passano quasi inosservati. Però ora mi godo la città, i suoi paesaggi, la gente… sono felicissimo!”.

Chiuderai la carriera in azzurro o sogni di tornare in Spagna?

“E’ un futuro ancora lontano, non ci penso. Ho appena rinnovato il contratto e la mia felicità, ora è a Napoli. Voglio godermi questa gente e conquistare qualcosa di grande qui. E’ l’unica cosa che mi interessa”.

Poco fa hai conosciuto l’idolo della città, Maradona.

“Tutta la rosa aveva voglia di conoscerlo, è stato stupendo. Ha parlato con tutti e ci siamo scattati tanti selfie (ride). Ci ha promesso di essere al Bernabeu per sostenerci, sarà un’arma in più: l’ultima nostra partita che ha visto al San Paolo è stata con la Roma, in semifinale di Coppa Italia e vincemmo 3-0. Speriamo accada la stessa cosa”.

Sei appena stato squalificato e interromperai una striscia di 113 partite consecutive in A. In quattro stagioni ne hai perse appena due in tutte le competizioni. Qual è il tuo segreto?

“Cerco di curarmi molto: mi dedico al massimo ai miei allenamenti e, certo, credo mi abbia aiutato anche la genetica. Ovviamente sto attento con l’alimentazione…”-

In questa settimana, quindi, niente pizza. Vero?

“Normalmente la mangiamo, è meno consigliabile nei due giorni precedenti alle partite. La adoro, quelle napoletane sono uniche. Ma cerco di non esagerare”.

Difendi come un terzino, ma in azzurro hai già segnato 55 gol. In quale parte del campo ti senti più a tuo agio?

“Mi vedo come quello che sono, ‘interior puro’. Non lo cambierei con nessun altro ruolo”.

Credi che in Spagna il tuo rendimento sia stato sottovalutato?

“No, all’Espanyol e al Real Madrid ho avuto abbastanza spazio, coi blancos più di quanto immaginassi. E credo che la mia buona continuità qui in Italia sia stata notata anche in Spagna”.

Qual era il tuo giocatore preferito?

“Da piccolo adoravo Luis Figo. Non sono arrivato al suo livello, ma è stato sempre il mio punto di riferimento”.

Ti vedi al Mondiale?

“Voglia e entusiasmo non mi mancano, il mister mi ha trasmesso molta fiducia e il gruppo mi ha fatto sentire benissimo. Sto cercando di dare il massimo per esserci. Sarebbe un sogno”.

 

Translate »