Positivo l’unico scontro contro una squadra polacca in Europa
Nevio Favaro, portiere di riserva azzurro di nascita veneta, da quasi due anni non scendeva in campo quando fu convocato da Bruno Pesaola per un colloquio riservato presso l’ abitazione del tecnico.. La domenica precedente ” Gedeone ” Carmignani aveva commesso un clamoroso errore, lisciando letteralmente il pallone, dando così modo ad ” Oscar ” Damiani di andare in gol per il Genoa. Il match finì poi 1-1, ma le cose in campionato non andavano più tanto bene. Il ” Petisso ” temeva che, se in Polonia fosse andata male, lo avrebbero licenziato anzitempo. Infatti, il 2 marzo 1977, il Napoli era atteso in casa dallo
Slask Wroklaw per la gara di andata valevole per i quarti di finale della coppa delle coppe. Pesaola in una ora di tempo convinse Favaro che sì, ci voleva lui in porta per ridare tranquillità alla squadra. La Polonia era una della nazioni più quotate dell’ epoca, terza ai mondiali del 1974 e prima alle olimpiadi del 1972. Stopper dello Slask era il quotato Zmuda ( titolare in nazionale ), che poi giungerà in Italia acquistato dal Verona di Bagnoli. La partita di giocò di pomeriggio su un terreno infame reso pesantissimo per la pioggia caduta in mattinata, e con una temperatura in torno allo zero. Il buon Favaro scese in campo con la tuta assieme a : Bruscolotti, Vavassori, Burgnich, Catellani, Orlandini, Esposito, Juliano, Savoldi, Vinazzani e Chiarugi. Gli azzurri adottarono una tattica molto prudente, con un centrocampo affollatissimo tanto che, alla fine, i polacchi batteranno ben 15 calci d’ angolo contro uno. In pratica fu un assedio dall’ inizio alla fine, con il Napoli raccolto nella propria metà campo. Favaro dovette compiere due grosse parate, una per tempo. La prima su un tiro da fuori di Garlowsky, la seconda nel finale su un colpo di testa da distanza assai ravvicinata da parte del terzino Kowalczyk imbeccato da Sybis. Lì Favaro compì un vero e proprio capolavoro, respingendo la sfera con un gran colpo di reni. Per il Napoli ci fu una sola buona occasione, mancata dallo stopper Catellani. La mossa a sorpresa del ” Petisso ” dette quindi i suoi frutti. La partita terminò quindi 0 -0, con evidente soddisfazione per lo scampato pericolo per tutto il clan partenopeo. Il ritorno si disputò in una splendida giornata di sole il 16 marzo 1977. Stavolta Pesaola preferì far rientrare come titolare Carmignani, a cui evidentemente la forzata sosta aveva fatto bene. Insieme a lui scesero in campo : Bruscolotti, Vavassori. Burgnich, Catellani, Orlandini, Massa, Juliano, Savoldi, Vinazzani e Chiarugi. Al 27° Esposito prese il posto dell’ infortunato Orlandini. Al 10° gli azzurri passano in vantaggio, grazie ad un magnifico colpo di testa in tuffo di ” Peppeniello ” Massa servito al bacio da un cross morbido di Vavassori, al termine di una bella azione che vide protagonisti anche Orlandini, Vinazzani e Savoldi. Gli ospiti generosamente si lanciarono in avanti, ma la difesa dei ” nostri ” fece buona guardia. Al 49° ecco giungere il meritato 2 -0, con una splendida punizione di ” Cavallo Pazzo ” al secolo Luciano Chiarugi, che mise il punto esclamativo alla sfida. Napoli in semifinale con l’ Anderlecht ed eliminato ingiustamente, grazie all’ arbitro inglese Matthewson come abbiamo ricordato nel pezzo precedente la gara con il Bruges. Ma almeno con i polacchi Pesaola riuscì a far festa…
Questo è l’ unico precedente nelle coppe europee fra il Napoli ed i compaesani del Papa Giovanni Paolo II°. Speriamo sia di buon auspicio contro il Legia…
EMANUELE OROFINO

