BALO, PER UNA VOLTA SEI UN AFFARE

Ultima chiamata per Mario Balotelli, che nonostante i tanti disastri ha un’altra chance per ricominciare, ancora col Milan. Che stavolta non rischia quasi nulla

E sì, avete letto bene. Mario Balotelli è un affare, e una volta tanto non è un affare per chi lo vende ma per chi lo sta comprando, anzi lo sta prendendo in prestito. Adriano Galliani avrà pure mille difetti però per certe cose è un volpone e ha fiutato subito l’odore del sangue. Riprendere Balotelli a queste condizioni è un’operazione che presenta pochissimi rischi e qualche succoso vantaggio, primo su tutti l’idea di aver rifilato un bidone doppio al Liverpool. Loro sì che hanno preso un granchio enorme.

Andiamo con ordine e partiamo da dodici mesi fa. Quando Brendan Rodgers decise di sganciare 20 milioni sull’unghia per acquistare il calciatore più chiacchierato d’Italia, a Milanello avranno stentato a credere ai propri occhi. Soldi freschi per le casse ma soprattutto la possibilità di liberarsi senza dolori contabili di quello che era diventato a tutti gli effetti un peso per la squadra e per la società. Indolente, supponente, mobile quanto un quarantenne in una partita fra scapoli e ammogliati e soprattutto con uno stipendio che può dar da mangiare all’intero Frosinone. Il colpo di mercato dello scorso anno fu una cessione, e la bontà dell’operazione è confermata dal rendimento di Super (?) Mario in Inghilterra. Ventotto presenze complessive, quattro miseri gol e una valanga di critiche su di lui e sul suo allenatore, che infatti non vuole vederlo mai più. Tanti flirt estivi, quello più serio con la Sampdoria, infine ecco sbucare di nuovo il Milan. Prestito secco, gratuito e senza riscatti, solo i tre milioncini per pagare mezzo ingaggio. Una bazzecola in questo folle calciomercato. In pratica Mihajlovic si ritrova in rosa un terzo attaccante ancora giovane e con potenzialità devastanti (perché le potenzialità, almeno quelle, gli vanno riconosciute tutte), completa il reparto con un calciatore che sa di doversi ricostruire e quindi dovrà necessariamente star buonino in panchina e dimostrare il suo valore. Patti chiari, amicizia lunga. Sinisa, che nella vita ha vinto ben altre battaglie, gli avrà fatto un discorso molto chiaro: sei tu che hai tutto da perdere, noi possiamo soltanto guadagnarci; quindi aspetti il tuo turno e ci fai vedere che sei il migliore, poi avrai le tue chance, a patto che non rompi le scatole altrimenti per te finisce qui, te ne torni a Liverpool a gennaio e noi ne prendiamo un altro. Ora fermatevi un secondo, asciugate il vostro giudizio da tutte le bizze caratteriali (che non può più permettersi), da tutti i titoli dei tabloid e dai tanti disastri del passato prossimo: quale altra big italiana ha il lusso di poter tenere in panchina un attaccante come Balotelli?

C’è un’istantanea, probabilmente l’ultimo vero ricordo del Mario buono, quello che può vincere le partite da solo. Era il 4 luglio del 2012 e Mario Balotelli travolgeva con una doppietta la Germania che due anni dopo avrebbe vinto il Mondiale. L’esultanza a muscoli spianati fece il giro del mondo, da quel giorno sono passati tre anni e a luglio prossimo ne saranno passati quattro, giusto il tempo che intercorre fra un Europeo e l’altro. Se le cose gli vanno bene il Milan avrà avuto un attacco atomico e l’Italia avrà il suo centravanti, se invece dovesse andar tutto male il nostro (anti)eroe se ne tornerà nel dimenticatoio in cui stava finendo, probabilmente per sempre, e per una volta avrà fatto male solo a se stesso. A se stesso e al Liverpool, naturalmente, ma a loro ben gli sta. Venti milioni per Balotelli… che gli è saltato in mente?

ANTONIO PAPA

 

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