Uno scippo tutto europeo
Tutti contro Moen Nessuno si sarebbe aspettato una passeggiata ieri sera al San Paolo. In fin dei conti , il Dnipro era descritta come squadra rognosa , che tendeva a far giocare male l’avversario ma soprattutto rinomata nel difendersi con coraggio e subire poche reti. Il Napoli ha faticato tantissimo per sbloccare il risultato e – dopo il goal di David Lopez – in molti hanno pensato che il più fosse fatto , dato che il vantaggio azzurro avrebbe dovuto necessariamente costretto gli ucraini a scoprirsi e lasciare quegli spazi difensivi , tanto amati dalla squadra di Benitez. Sfortunatamente pochi , se non nessuno , aveva fatto i conti con l’arbitro norvegese Moen e con i suoi sciagurati collaboratori. Accade , così , che dopo un assoluto dominio territoriale dei partenopei ( sfortunatamente non concretizzato a causa della serata decisamente fortunosa del portiere ucraino e di quella negativa di Higuain , Insigne e Callejon) , sull’unico cross offerto da Ghoulam agli avversari , il Dnipro trova il pareggio con due uomini in fuorigioco chilometrico. A pareggio raggiunto , riuscire nuovamente a scardinare il bunker del Dnipro è stata impresa impossibile e così gli ucraini si sono visti regalare dalla terna arbitrale un prezioso pareggio senza aver mostrato al mondo intero neanche la capacità di compiere due passaggi di fila.
Il Dela furioso. Assolutamente comprensibile la delusione di squadra , società e tifosi azzurri al fischio finale. Se un errore arbitrale può capitare ( ed il Napoli in questa travagliata stagione ne ha già subiti sin troppi) , la condotta di Moen ha lasciato troppi dubbi in generale ed è risultata assolutamente indifendibile in occasione del pareggio. Troppo evidente il fuorigioco , anche sul campo , per poter parlare di semplice svista arbitrale. Il furioso attacco di De Laurentiis in contro Platini in conferenza stampa è coraggioso quanto giustificabile. La mediocrità arbitrale della terna norvegese rischia seriamente di compromettere i piani societari che punta fortemente a partecipare alla massima competizione europea anche per sopravvivere in ottica mercato. E’impossibile muovere qualsivoglia critica al Presidente nello sfogo avuto nel post – partita. Ieri , in un San Paolo completamente esaurito , è andata in scena una semifinale di Europa League e non il trofeo Birra Moretti. Era pertanto doveroso da parte di Collina affidare una gara tanto delicata ad una terna arbitrale conosciuta e di riconosciuto rango europeo. L’ex arbitro italiano ha invece optato per una sconosciuta triade norvegese , forse anche per non ostacolare troppo il cammino di un corsaro Siviglia in vista della conquista del trofeo. E così , il Napoli rischia di perdere oltre 50 milioni di euro , oltre alla possibilità di rigiocare una finale che manca da ormai 25 anni. Scusate se è poco. E’notizia di oggi , tra l’altro , il premio fair play concesso dalla Uefa all’Inghilterra che – nonostante ad oggi non abbia alcuna squadra in Europa – dal prossimo anno potrà portare una compagine in più a giocarsi le massime competizioni internazionali. Caliamo un velo pietoso , Platini…..
Non è finita Al di là dello sconcertante arbitraggio , va detto che comunque il Napoli ha pagato anche la serata storta dei propri centravanti. Insigne ha sbagliato troppi palloni nonostante le ultime fantastiche gare , Callejon è rimasto ingabbiato nella morsa degli ucraini ed anche lo stesso Higuain è apparso non in serata ed ipnotizzato in più occasioni dal fortunatissimo portiere avversario. Poco convincente è apparsa anche la scelta di Jorgihno a centrocampo ( Rafa , non sarebbe il caso di accantonarlo?) , laddove forse era preferibile optare per un Inler che avrebbe con ogni probabilità potuto sfruttare meglio i continui tagli di Callejon e regalare qualche pericoloso tiro dalla distanza. Anche l’entrata di Gabbiadini è apparsa tardiva. Ma nonostante questo , anche ieri sera , il Napoli ha dimostrato di poter essere l’unica squadra a poter impensierire e battere il Siviglia in finale. Forse proprio per questo non è ben visto dalle grandi autorità calcistiche europee. Partenopei assoluti padroni del campo , che soffrono ovviamente contro squadre piccole che si rinchiudono nella propria area di rigore e puntualmente vittime dei soliti detrattori della carta stampata. Già , perché anche nel post partita di ieri sera le solite “ note penne” del giornalismo locale hanno rimproverato a Benitez di subire sempre le stesse reti. Se adesso si inizia finanche a criticare il tecnico spagnolo per un goal incassato in evidente fuorigioco ( e quindi per un giusto movimento di tutta la difesa) o per aver concesso in tutta la gara un solo cross agli avversari , allora ci si ritrova di fronte alla più ridicola delle sceneggiate e si perde la voglia di commentare alcunchè. Nulla è comunque compromesso : a Kiev , con ogni probabilità , il Napoli si ritroverà un nuovo bunker ucraino da scardinare. Ma tecnicamente gli uomini di Benitez sono di un’altra categoria rispetto al Dnipro e contro il Wolsfburg hanno dimostrato di poter ribaltare qualsiasi pronostico. Se esiste una giustizia divina calcistica , Benitez e la squadra meritano come nessuno questa finale. E quindi non si può smettere di crederci…..
NICOLA MOSCATO


