(Quasi) tutti uniti verso la meta!

Rispetto per Rafa. Dosare le forze per non arrivare esanimi alla meta. E’stato sempre questo il motto di Rafa Benitez per giustificare ai tifosi ed alla stampa il puntuale turnover attuato in campionato e nelle coppe. Le critiche feroci non sono mai mancate , in particolar modo dopo le quattro sconfitte consecutive in campionato che , oltre al ritiro , sono costate anche il terzo posto alla squadra azzurra. Ma la galanteria del tempo ha dato ancora una volta ragione al tecnico madridista. Terza schiacciante vittoria consecutiva , dieci goal fatti ed appena uno subito , semifinale di Europa League ipotecata e terzo posto in campionato nuovamente in vista. Basterebbero questi numeri per rendere nuovamente merito a Don Rafè , capace di restituire smalto ad una squadra che sembrava avesse perso la bussola dopo l’eliminazione in Coppa Italia con la Lazio. La rinascita azzurra porta in maniera indiscussa il marchio di fabbrica del proprio condottiero , l’unico a metterci la faccia sempre , nel bene o nel male. E’bastato un duro ma rispettoso colloquio con i suoi uomini per donare alla squadra un agonismo che raramente avevamo visto durante questa stagione. Se la vittoria contro la Fiorentina sembrava figlia di un riscatto estemporaneo dopo lo sfogo presidenziale , l’impresa partenopea in terra tedesca e la convincente vittoria in casa di un Cagliari , alla ricerca disperata di punti salvezza , hanno restituito ai propri tifosi una compagine in grado non solo di produrre gioco e goal a raffica , ma soprattutto un gruppo di affamati cannibali , intenti a lottare su ogni pallone pur di uscire vittoriosi dal campo. In poche parole , è ritornato quel Napoli che la piazza tanto sperava di rivedere. Ma Napoli , si sa , è una città da sempre troppo ingenua per poter osservare in maniera distaccata ed obiettiva la reale situazione della propria squadra. La scontata conseguenza è stata infatti quella di attribuire i motivi della rinascita azzurra solo ed esclusivamente alla sfuriata di De Laurentiis e alla sua decisione di mandare i suoi uomini in ritiro. Tattica astuta quella del Presidente , mirata senza dubbio a spostare l’attenzione dei napoletani dalle sue colpe sulla traballante stagione in corso e a mandare al patibolo solo tecnico e squadra. Salvo poi prendersi i meriti in caso di cambiamenti di rotta. Per sfortuna di De Laurentiis , Rafa Benitez è un uomo di calcio troppo navigato per poter cadere in “tranelli” così poco eleganti. Nel calcio , così come nella vita , i grandi uomini sanno prendersi le proprie responsabilità , ma sanno anche mettere le cose in chiaro per non illudere una piazza che vive di calcio come Napoli. Le condizioni della permanenza di Benitez a Napoli era già chiara da prima della conferenza stampa post Wolsfburg ed è mirata , non già all’acquisizione dei risultati , ma alla lungimiranza di un progetto che – ormai da troppi anni – tende troppo a trascinarsi , invece che a decollare con convinzione. Quel progetto del quale De Laurentiis però non parla , spostando continuamente l’attenzione altrove : dalla squadra , alla crisi generale del calcio italiano , fino a De Magistriis. Nel frattempo Rafa ha dettato espressamente le sue condizioni per rimanere e questo gesto dovrebbe essere da solo sufficiente per riconoscergli rispetto ed onestà. La patata bollente passa adesso a De Laurentiis. Ma l’esperienza ci fa pensare che le strade tra i due si separeranno. E forse per Benitez sarà molto meglio così. Ma non per il Napoli.

Finalmente affamati. Tralasciando il dualismo tra tecnico e società , ciò che salta all’occhio nella resurrezione calcistica partenopea è senza dubbio il riscatto d’orgoglio avuto dal gruppo azzurro. Anche in questo caso , abbiamo assistito ad una guerra fredda tra società e squadra. Troppi calciatori non hanno affatto digerito la decisione del ritiro , decidendo di schierarsi dalla parte del proprio tecnico ed isolando la dirigenza da qualsiasi iniziativa del gruppo. L’unione , come sempre , fa la forza ed i risultati non sono tardati ad arrivare. Nella sfortunata stagione azzurra , si è rivisto finalmente un altro Napoli. Identico nel modulo e nella gestione delle partite , ma modificato nel recupero di alcuni uomini che hanno saputo restituire vigore e vitalità all’intero scacchiere tattico di Benitez. Tra tutte le note liete di questa settimana , sia consentito rendere omaggio a Lorenzo Insigne e Marek Hamsik. Non è un caso che la crisi azzurra sia coincisa con la mancanza di Lorenzo , calciatore dalla tecnica squisita e dall’intelligenza tattica superiore , capace di restituire freschezza ai suoi compagni di reparto e a far rivedere la via del goal ad un Callejon , ritornato ad essere cecchino infallibile. Nota di merito anche per Hamsik : mai in questi due anni avevamo visto lo slovacco giocare con una simile grinta , degna di un capitano vero e giustamente premiata con prestazioni ottime , assist sopraffini ma soprattutto tanti goal. Insomma , nella nebulosa situazione societaria , la squadra sembra aver ritrovato la strada giusta. Adesso bisogna andare avanti con convinzione e senza più fermarsi. Sin prisa pero sin pausa. Per l’appunto.

E’d’accordo , Presidente?  

NICOLA MOSCATO

Translate »