La vittoria dell’ orgoglio
Finalmente il carattere. Coesione , grinta e voglia di vincere. Sono bastati tre semplici “ ingredienti” per permettere al Napoli di ritrovarsi e strapazzare un avversario fuori forma , ma sempre temibile , come la Fiorentina di Vincenzo Montella. La vittoria ottenuta ieri è meno banale di quanto possa apparire. La stagione azzurra non è affatto terminata in campionato ed ancor meno in Europa dove Giovedì andrà in scena il primo quarto di finale contro il fortissimo Wolsfburg. La serie A ha offerto troppe inaspettate rimonte per potersi arrendere a così tante giornate dall’arrivo. Così , dopo una settimana di ritiro forzato , il Napoli ottiene gioco e tre punti , scavalcando nuovamente in classifica proprio sia i viola , sia la Sampdoria fermata a San Siro , accorciando le distanze dalla Roma , che non va invece oltre il pari in casa del Torino. Le gare valevoli negli scontri diretti diranno molto sul continuo della stagione azzurra in chiave terzo posto. La fortuna azzurra è che , a parte la trasferta contro la Juventus ( che sarà già scudettata nell’occasione) , le rimanenti gare fondamentali per la rincorsa Champions si giocheranno tutte tra le mura amiche. Il Napoli può farcela ancora , deve crederci. Soprattutto in considerazione del calendario , tutt’altro che agevole , che si ritroveranno le romane nelle rimanenti sfide del torneo. Ma esiste una condizione obbligatoria per poter continuare a sperare in una miracolosa rimonta , ovvero quella di assistere sempre a sfide come quelle di ieri. Il Napoli ieri ha vinto perché ha giocato di squadra , creando forse meno occasioni del solito ma dimostrando , sin da subito , voglia di vincere ed un cinismo da grande squadra. Quella grande squadra che Benitez ha sempre cercato di costruire , non trovando mai un appoggio definitivo e concreto né da parte della rosa , né della società , né della maggior parte della carta stampata. Speriamo di non dovercene pentire quando siederà su qualche altra panchina.
Non era il modulo… La gara di ieri pomeriggio ha ulteriormente confermato che il limite di questo Napoli non è affatto caratterizzato dal modulo. Gli azzurri , nonostante un timido pressing alto tentato ad inizio gara dalla Fiorentina , hanno tenuto il campo molto bene , non soffrendo quasi mai le sortite avversarie , grazie anche alla capacità del tecnico di aver ( finalmente) schierato la formazione migliore. Anche se Higuain è apparso ancora appesantito e sulle gambe ( nonostante una rete fantastica non convalidata dalla scadente terna arbitrale) , la qualità di Mertens , Gabbiadini e Callejon , oltre al positivo impatto sulla gara di un Hamsik finalmente degno della fascia di capitano e dei ritrovati Insigne e Zuniga , hanno permesso agli azzurri di fare la differenza soprattutto in fase realizzativa. Senza voler mancare di rispetto ai vari Ghoulam , De Guzman , Inler e Jorgihno , il Napoli ieri ha dato l’impressione di essere una squadra finalmente equilibrata , dotata di tanta qualità ma anche di eccellente qualità grazie anche alle prestazioni di sostanza da parte di David Lopez e Gargano. Si è confermato , quindi , che – al di là dell’impegno in campo – la qualità tecnica è alla base di ogni vittoria calcistica.
I giusti meriti All’indomani di questa bella vittoria , non bisogna però cullarsi di una singolo successo come si è fatto in passato. Il Napoli rimane un malato grave che , tuttavia , manifesta sintomi di risveglio. Ed un ulteriore grave errore sarebbe quello di attribuire ogni merito alla sfuriata presidenziale , alla quale è seguito il ritiro della squadra nel post partita della gara di Coppa Italia contro la Lazio. La reazione di De Laurentiis è stata giusta ma tardiva , dal momento che le difficoltà della squadra erano evidenti già da un mese abbondante. Settimana durante le quali del patròn si erano perse completamente le tracce. Il contenuto del suo sfogo è altrettanto discutibile , per non dire di peggio. Attribuire le responsabilità di una stagione fin qui deludente esclusivamente a squadra e tecnico non è stata sicuramente una grande trovata. Se , come affermato da De Laurentiis, le prestazioni del Napoli degli ultimi tempi sono state squallide , il medesimo aggettivo può essere utilizzato sia per etichettare la campagna acquisti portata avanti nella scorsa estate , sia per sottolineare l’assenza della società nei momenti clou della stagione. E , sinceramente , hanno stancato anche le labili motivazioni addotte dal Presidente per giustificare l’inerzia azzurra sul calciomercato , che si prospetta altrettanto nebuloso anche per il prossimo anno. La favoletta riguardante presunti lavori allo stadio non è più divertente e sicuramente non potrà essere sufficiente a placare i malumori di una tifoseria che ha iniziato a rumoreggiare pesantemente contro Don Aurelio. Si vince e si fallisce tutti insieme. Questa è una basilare regola di vita che il patròn azzurro sembra però non aver ancora imparato.
NICOLA MOSCATO
