La stella (cadente) di David…
Presi e messi tutti alla gogna, se ci fosse da scegliere uno solo dei disastrosi azzurri contro cui puntare il dito per lo scempio visto a Verona io dico David Lopez. Forse analizzando il singolo episodio non è stato neppure il peggiore in campo, peraltro sarebbe ingeneroso prendersela con un calciatore che tira la carretta in silenzio da settembre, dopo essere arrivato fra lo scetticismo generale e gli insulti anche beceri, senza dire mai una parola.
Quindi perché proprio lui? È presto detto. David è una delle sorprese assolute di questa stagione, a maggior ragione è il simbolo della disfatta del Bentegodi. Non ha azzeccato un passaggio che fosse uno, letteralmente sovrastato dalla freschezza di Hallfredsson e dei suoi sodali, si è accartocciato su se stesso senza mai riuscire a venir fuori da un’apnea interminabile, che faceva quasi tenerezza. Mai visto così, probabilmente anche lui non si è mai visto in questo stato. Ecco, dicevamo, David Lopez è l’emblema di ciò che sta accadendo in questo momento al Napoli. Una squadra scarica, spompata dalle tante competizioni e dal non voler mollare un centimetro su nessuno degli obiettivi, un gruppo che ha dato tutto finora ed inizia a fare i conti con i primi veri problemi di coperta corta. La sfortuna dello spagnolo è stata quella di ritrovarsi senza Walter Gargano, il compare di tante scorribande, proprio nel momento in cui aveva più bisogno di lui. Gargano infortunato, Lopez alla canna del gas, e meno male che Inler inizia a vedere la luce. Peggio ancora se la passa la difesa, che perde un pezzo dietro l’altro e quelli che ci sono vivono un momento critico. Albiol è il fantasma di se stesso, magari proprio perché non respira un attimo da un anno e mezzo a questa parte. Maggio “epurato”, Koulibaly e Strinic infortunati, Henrique e Britos che stanno pure bene non ne parliamo proprio. Benìtez ci mette del suo, con un turnover discutibile soprattutto nella scelta dei cambi: per non parlare dell’altro spremutissimo Higuaìn, perché mettere Gabbiadini, il più in forma degli azzurri, negli ultimi 10 minuti? D’altra parte il problema non è lì davanti, è nel resto dei reparti. E in fondo bastava mettere un altro paio di tasselli a gennaio per ovviare a certe criticità potenziali. Potenziali, non certe, perché non vai mai a pensare che si fanno male tutti insieme e proprio nel momento peggiore degli altri. Ma appunto, una società che si rispetti deve mettere in conto anche queste bufere qui, altrimenti si corre il rischio di fare la fine della Roma.
ANTONIO PAPA

