Il ‘Graffio’ di Corbo: “L’Europa è di Benitez”
Viste le squadre, la Dinamo Mosca sembra troppo lenta per escludere il Napoli. Più che il 3-1 rassicurano i limiti dei russi: tatticamente involuti. Schiacciati dopo il gol lampo, si sono difesi con contrasti rozzi. Se Higuain è quello della tripletta, se Mertens è ancora un feroce funambolo, il Napoli trova solo semafori verdi. In Italia ed Europa.
IL SEGRETO più conosciuto d’Europa nelle Coppe: mai subire gol nel primo confronto in casa. Il consiglio più urgente che aveva dato Capello a mezzo stampa: attenti, la Dinamo di Mosca colpisce su calci piazzati. Questo Napoli che ha nell’autolesionismo la sua vocazione non può fare altro che prendere un gol, subito e su corner dalla destra. Il guasto, in questo dettaglio di organizzazione difensiva, non è stato mai riparato. Anche quando Benitez si è convertito a far marcare stretto i saltatori avversari. Con la puntualità di chi ama la vita al punto di complicarsela, il Napoli prepara un blocco di quattro difensori su altrettanti rivali. Ma i quattro si staccano per guardare la palla, trascurando la Dinamo. Che va in vantaggio con Kuranyi, non uno qualsiasi, uno dei più temuti e celebri marpioni della solida ma compassata e troppo ruvida squadra russa. Kuranyi salta largo tra Jorginho e Henrique.
La Dinamo annuncia un disegno a specchio, ma rimodella l’assetto tattico passando dal 4-2-3-1 ad un inedito 4-4-2 per schierare due punte: Kokorin con Kuranyi accanto. Rinuncia a Denison, un centrocampista di qualità per il più giovane e fresco Zobnin che paga la sua emozione con due plateali falli, il secondo su Ghoulam gli costa l’espulsione.
A numero pari, il Napoli domina con una manovra ampia ma un po’ laboriosa. La Dinamo non reagisce in contropiede, interrompe l’azione. È lenta. Il sottoritmo si addice a chi ha buona tecnica. Non è il caso della Dinamo: nel suo 4-4-2 il più attrezzato, Valbuena, gioca sulla destra risucchiando Jorginho, discreto, tuttavia rassegnato a perdere il confronto diretto con l’altro mediano. Inler è infatti brillante come domenica scorsa. Agile nel contrasto, lucido nelle proiezioni. Preferendo la sinistra, è spesso in contatto con Mertens che dribbla e saltella, la sua danza veloce tiene in allarme i russi, al pari di Higuain che cerca gol per farsi notare in Europa. Non è un caso se per fermare Mertens cade in un tranello il precipitoso Valbuena. Il rigore coincide con il secondo gol di Higuain che sistema i conti già nel primo tempo, da 0-1 in 2-1. Tre gol alla fine, ma quasi non gli bastano. La sua platea è l’Europa. Quella che Benitez conosce meglio delle avenidas della sua Madrid. Deluso un po’ da De Guzman e molto da Callejon, ha cercato anche lui invano il quarto, infilando prima Hamsik poi persino Zuniga. Sale a bordo del Napoli, corre in tre direzioni, c’è posto per lui.
(Antonio Corbo, Il Graffio, La Repubblica Napoli)

