Tapiro’o

In realtà c’era da aspettarselo, restava solo da capire quando. Samuel Eto’o è stato generoso, ha deciso di tenerci sulle spine il meno possibile e ne ha già combinata una. E bella grossa pure. Lite con Mihajlovic, allenamento disertato e tanti saluti a tutti. Così, al terzo giorno di Sampdoria. Il tecnico – stranamente – va su tutte le furie, Ferrero – stranamente – minimizza e dice che è tutto rientrato e che Samuelino suo sarà a disposizione già da domani. Dall’entourage del calciatore – stranamente – non esce una parola. A questo punto non ci resta che imbracciare un bel cestino di popcorn e goderci lo spettacolo. Un regalone a pochi passi, anzi a pochi punti da noi. Mica male. 

Massimo Ferrero è un personaggissimo, non lo scopriamo certo noi. Talmente un personaggione che Staffelli di Striscia (o meglio “Stampelli”) lo ha preso di mira, consegnandogli in pratica un Tapiro d’Oro al mese. Stavolta però il tapiro rischia di averlo preso bello grosso. Ferrero è un novellino di questo pazzo mondo pallonaro, quindi certe situazioni ancora non ha imparato ad annusarle. Ma un signore di nome Samuel Eto’o che all’improvviso, così, prende e si svincola e accetta la corte della Sampdoria, un minimo di stantio doveva puzzare. Non tanto per la bontà in sé dell’investimento, attenzione. Avrà pure 34 anni, ma al camerunense resta qualche cartuccia da spararsi, come dimostrato anche all’Everton dove i suoi golletti li stava facendo ancora. Alla Samp un calciatore così è un lusso pure a questa età, a patto però che sia uno con la testa sulle spalle. Invece il panterone di Douala qualche rotella fuori posto l’ha sempre avuta, figurarsi ora che a fine carriera viene a svernare da superstar in una città che pende dalle sue labbra e dai suoi piedi. Il duro Mihajlovic, che qualcosina di calcio mastica da 40 anni, aveva già capito l’antifona, fin dal primo giorno di trattativa. Entusiasmo manco a parlarne, anzi una reticenza sospetta quando la lingua batteva su quel dente lì. Non poteva essere solo una questione tattica, visto che Eto’o è più simile a Gabbiadini di quanto lo sia Muriel. Infatti era ben altro, e Sinisa l’aveva capito subito. Prendi una primadonna, dille che l’ami, scrivile parole d’amore. Poi appena arriva mettile pure la corona in testa e presentala a tutti i tuoi amici come se fosse la reincarnazione di Marylin Monroe. E stai sicuro che ti lascerà. Poi vabbè, Sammy ha accelerato un tantino le pratiche, ma forse è meglio così. Almeno si prende subito la situazione di petto. 

Ora, dicevamo, lo spettacolo è appena iniziato. Anzi, il meglio deve ancora venire, come diceva uno che a Genova sponda Samp era di casa e che ora non sentiamo più da un po’. Magari Eto’o rescinde e va in America, battendo il record mondiale di permanenza. E di caciara, vista la presentazione e ciò che ne è seguito, compreso il capitombolo di Torino. Magari invece resta, torna indietro e chiede scusa a Mihajlovic, che non già ne poteva più prima, figuriamoci adesso. Lì di popcorn dobbiamo fare una scorta. E già, perché Ferrero sarà pure @unavitadacinema, ma se Samuel Eto’o è un film in questo momento non può che essere “Prima ti sposo, poi ti rovino”. Anche se, viste le premesse, qua più che film si rischia la telenovela.

ANTONIO PAPA

Translate »