UNA FARSA FIRMATA TAGLIAVENTO
I furbi del quartierino In fin dei conti , bisognerebbe fare i complimenti al Sig. Tagliavento. Già , perché – laddove non vi era riuscita la Juventus in quindici anni ( nonostante la brillante epopea firmata Antonio Conte) – è stata necessaria una “ straordinaria perfomance “ dell’arbitro ternano per permettere ai bianconeri di espugnare il San Paolo dopo ben quindici anni di digiuno. La partita di ieri sera ha testimoniato fedelmente un fatto : cercar di far risultato contro la Juventus è difficilissimo e diventa pressochè impossibile quando ci si ritrova non solo ad essere meno forti sulla carta , ma anche svantaggiati da una direzione arbitrale tendente , in maniera fastidiosa ed apparentemente impercettibile , a spingere ulteriormente la squadra più forte verso la vittoria finale. Il goal bianconero del 2-1 , realizzato in fuorigioco ed ingiustamente convalidato a Caceres , è soltanto l’apice di una serie di decisioni al limite del dubbio. Ciò che si è intuito ieri è che il regolamento calcistico “ secondo Tagliavento” non vale per tutti : non vale sicuramente per Pirlo che , a dispetto del visino da educanda , può commettere falli al limite del rosso senza essere neanche ammonito. Non vale per Marchisio , che si risparmia un giallo ai danni del suo incolpevole compagno di squadra Caceres. Non vale soprattutto per Buffon che , dietro la sua consueta e stancante maschera di buonismo , può avvalersi dell’indiscusso onore di poter bloccare il pallone con le mani su un retropassaggio di piede di Chiellini , salvo poi stramazzare furbamente al suolo a contatto con Koulibaly per vedersi annullato il goal azzurro del 2-2. Bisognerebbe riguardarla la partita di ieri per rendersi conto di quanto la prestazione di Tagliavento abbia inciso minuto per minuto sul risultato finale : un arbitraggio scientifico , dalle decisioni più che dubbie ( sebbene non visibilmente clamorose) ma che , se sommate , hanno portato ad incidere inevitabilmente sul risultato finale. La delusione azzurra nel finale è doverosa , sacrosanto è lo sfogo di un Benitez che si è ritrovato a perdere una gara riacciuffata coraggiosamente da Britos , nonostante una prestazione non eccezionale degli azzurri. Ma si sa. Il conto per aver vinto una Supercoppa ai danni della Juventus prima o poi ti viene presentato : e , così , nel post partita il “ sempre obiettivo “ Marotta si complimenta con Tagliavento per il suo arbitraggio “ cristallino” ( la prestazione in coppa di Valeri , se la ricorda , direttore?) , Bonucci si distingue come sempre per le solite dichiarazioni idiote sulla presenza in Champions League della sua squadra a dispetto delle altre e Buffon , coperto dal solito ipocrita e finto fair play, ricorda al popolo calcistico che le sconfitte vanno accettate con dignità. Peccato che la stessa dignità andrebbe dimostrata anche nelle vittorie ottenute con più di un dubbio. Ma questo al buon Gigi non conviene ricordarlo. E fu così che la farsa , firmata Tagliavento , può avere fine. Per buona pace di tutti. O , almeno , di tutti i bianconeri.
Tornare subito sul mercato. Va da dire comunque che il Napoli non ha ripetuto la stessa prestazione di Doha. Distinguendoci dall’inesistente obiettività bianconera , gli azzurri hanno avuto diverse occasioni per cercar di portare a casa almeno un punto dallo scontro di ieri e la solita ingenuità ( condita dalla puntuale sfortuna di questo campionato) ha vanificato il tutto. La sconfitta di ieri porta il nome anche degli errori sottoporta di De Guzman e Zapata e della prestazione sottotono di Hamsik , nuovamente beccato dal pubblico. Inutile ripetersi sullo slovacco e sulla sua assoluta incapacità di essere un vero e costante leader di questo gruppo. Ciò che ci preme sottolineare è un altro aspetto. Il Napoli ormai gioca in mediana con due centrocampisti generosi ma dai piedi più che ruvidi : David Lopez e Gargano , reintegrato in rosa a Giugno sebbene commovente per dedizione ed impegno. Jorgihno gioca ormai solo spezzoni di partita , Inler nemmeno più quelli. E’assolutamente oggettivo che , ad oggi , il Napoli possiede la mediana meno attrezzata tra le squadre che lottano per un posto Champions. Pecca gravissima , specialmente se si considera che l’entrata nella massima competizione europea è vitale per una squadra che non ha un fatturato all’altezza delle prime due. La lungimiranza di una società economicamente più debole sarebbe quella di individuare in rosa quei calciatori ormai fuori dagli schemi ( pensiamo ad Hamsik, ma anche ad Inler) che però hanno un’ancora discreta valutazione di mercato , cercando di piazzarli per acquistare elementi più consoni alle idee del tecnico. De Laurentiis farebbe bene a sguinzagliare nuovamente Bigon sul mercato , piuttosto che attaccare con i soliti inutili “twitter” un sistema arbitrale che mai cambierà. Per restare competitivi bisogna pensare ai fatti reali e non già intraprendere inutili guerre contro i mulini al vento. E bisogna farlo alla svelta perché la Lazio , targata Pioli , sembra essere ormai una serissima pretendente al terzo posto. Ed è per questo che diventa assolutamente obbligatorio batterla domenica.
NICOLA MOSCATO

