E’LA FINE DI UN PROGETTO?

Mai così in basso. A Napoli è finalmente scoccata l’ora della verità. La gara di ieri sera contro il Milan ha fatto cadere un sacco di pericolosi ed inutili alibi per società e squadra. Il Napoli ha perso ed ha perso male , per non dire malissimo. E stavolta non ci si può appigliare alla serie positiva di risultati , né alla poca caratura dell’avversario di turno. Il Napoli ha perso , ponendo fine ad una serie di pareggi utili solo ad allontanare gli azzurri sia dai primi due posti in classifica che dall’ultimo utile per la Champions. Il Napoli ha perso , giocando in modo pietoso contro un Milan , che tutto è fuorchè uno di quegli avversari che non trasmettono voglia e motivazioni di scendere in campo per cercare con le unghie e con i denti la vittoria. Ed invece nemmeno il fenomenale scenario  , offerto ieri da un S.Siro stracolmo ,  ha risvegliato un imbarazzante Napoli. Inutile soffermarsi sulla partita. Molto più utile adesso sarebbe analizzare una situazione societaria che inizia ad assumere caratteri davvero preoccupanti. La prestazione degli azzurri è sotto gli occhi di tutti : del fantastico Napoli , ammirato appena un mese fa contro la Roma , non rimangono che macerie. La vergognosa umiliazione subita dai tifosi ieri sera non risiede tanto nell’imbarazzante , quanto evitabilissima , prestazione offerta dagli azzurri contro il Milan , quanto nell’approssimazione di un progetto che lascia trasparire solo buio e niente luce. Sul futuro azzurro pesano immensamente le volontà di De Laurentiis , padrone assenteista da tanti (per non dire troppi) mesi , e sul suo rapporto con Rafa Benitez. Zero parole che lasciano presagire poche e confuse idee su come rilanciare il Napoli nell’elite del calcio europeo e che conseguentemente compromettono anche le decisioni del tecnico madridista sul suo futuro nella città partenopea. Cosa vuole davvero fare il Presidente da grande? Ha intenzione davvero di investire soldi e capitali per compiere il definitivo salto di qualità , affidando la completa gestione del mercato ad un esperto e vincente uomo di calcio , quale Benitez , oppure il suo progetto è quello di continuare a vivacchiare nelle zone di medio-alta classifica , cercando di reperire a basso costo calciatori incostanti grazie al lavoro certosino del silenzioso ma fidato Bigon , indorando continuamente la pillola ad una tifoseria in buona fede? A Napoli sta bene tutto , basta la chiarezza. Chiarezza che non traspare da nessuna dichiarazione. Perché di dichiarazioni purtroppo non ce ne sono. Ed i napoletani non possono più accettare un silenzio colpevole che sa quasi di presa in giro. Acquistare Gabbiadini a fior di quattrini sembra quasi un controsenso : non si sa chi guiderà il Napoli il prossimo anno e vengono fatti firmare esosi contratti pluriennali a calciatori che potrebbero non essere graditi al nuovo tecnico. Il tutto senza pensare che il sampdoriano non è , per caratteristiche tecnico-tattiche , l’ideale sostituto di Insigne e che la rosa presenta lacune ben più gravi in altre zone del campo. Spendere poco va bene , buttare soldi a vuoto è un delitto.

Rafa , se ci sei , batti un colpo. Non ci sentiamo , però , di colpevolizzare la sola società. Quando le cose vanno male , è ragionevole dividersi le colpe. Ferme restando le inaccettabili responsabilità di una squadra che ultimamente scende in campo solo per mero onor di firma , Benitez deve passarsi la mano sulla coscienza. A quanti , nel post partita di ieri , gli hanno fatto notare come la squadra azzurra avesse regalato due goal in fotocopia ad un Milan tutt’altro che irresistibile , il tecnico spagnolo ha fornito giustificazioni poco convincenti , arrampicandosi sugli specchi e difendendo le proprie idee di gioco. Apprezzabile , per carità. In fin dei conti , la coerenza di Benitez è stata sempre ammirata dagli amanti del bel calcio. Ma ci sia permesso di pensare che questo Napoli sia piuttosto diverso da quello spumeggiante dello scorso anno a causa di chiare deficienze in organico. E , forse , sarebbe il caso ogni tanto di fare necessità virtù , apportando qualche sottile ma sostanziale modifica al proprio credo tattico , specialmente quando i punti persi in campionato iniziato a diventare troppi e la squadra inizia a non rispondere più neanche ai più elementari comandi di gioco. Invece del determinato condottiero che ricordavamo , non rimane che l’immagine sconfortata di ieri sera con un Benitez che mai ha abbandonato la panchina , neppure per incitare la squadra dopo lo svantaggio. Non conosciamo le intenzioni future del mister , ci rendiamo conto che Napoli rappresenti una patata più che bollente che potrebbe minare la sua sfolgorante carriera. Ma Napoli ha imparato ad amare Rafa Benitez proprio per la sua trasparenza , la sua chiarezza e la sua forza di parlare chiaro con tutti. Le ultime giustificazioni sanno quasi di resa anticipata. E se a mollare è proprio colui al quale si aggrappano disperatamente le residue speranze di una tifoseria , allora non si può più pensare di risalire. Si sta giocando subdolamente con l’amore spassionato di una città verso la propria squadra : e questo Napoli non lo ha mai perdonato a nessuno. Neanche ai vincenti. 

NICOLA MOSCATO

Translate »