TUTTI SUL BANCO DEGLI IMPUTATI!

La società . La principale indiziata della stagione , fin qui deludente , degli azzurri non può che essere la società. Occhi puntati su Bigon e De Laurentiis , ieri fortemente preso di mira dai cori di contestazioni delle curve durante il vergognoso primo tempo contro l’Empoli. Una società pressochè inesistente , gestita in modo patriarcale da un solo uomo , finito inspiegabilmente nell’anonimato. Si fa davvero fatica a ricordare l’ultima intervista alla stampa di De Laurentiis , si continua invano ad aspettare chiarezza su un progetto che sembra rimasto quello di dieci anni fa. L’analisi dell’esperto Marco Belinazzo sul bilancio economico partenopeo non promette nulla di buono : il Napoli è una società florida , senza debiti ma che non può spendere , a meno che non acceda alla Champions League o ceda un paio dei propri gioielli. Questo perché del famoso progetto di crescita del club non si intravede la minima traccia : il Napoli Calcio non è proprietario di nulla , non investe nelle infrastrutture calcistiche , né sul settore giovanile , nonostante le ripetute richieste sul punto avanzate da Rafa Benitez. La sensazione di molti tifosi è quella di una colossale presa in giro , laddove De Laurentiis , alla luce delle dolorose cessioni di Lavezzi e Cavani ed orfano di Mazzarri , abbia dato in pasto un tecnico di spessore come Benitez ai napoletani per nascondere i reali ed irrisolvibili limiti di un progetto rimasto sulla carta. Lo scorso mercato estivo ha rappresentato la presa di coscienza per la tifoseria delle reali ambizioni di un presidente che non potrà mai vincere nulla se non iniziasse seriamente a metter su una società degna del nome che porta. Il Napoli non ha un’organigramma societaria all’altezza di una grande squadra , esistono troppe figure assenti , alle quali si sopperisce soltanto con la presenza di un Bigon , incapace di svolgere un ruolo delicato tra squadra e presidenza. Comprare Gabbiadini non risolve certo le strutture della rosa. Diventa assolutamente vitale fare chiarezza. Nonostante tutto , ogni anno , si continua a ripetere la parola “ scudetto”. Nessuno lo pretende , sia chiaro. Ma anche le prese in giro alla lunga stancano.

Il tecnico In una situazione societaria talmente confusa , Rafa Benitez avrà sempre un alibi piuttosto forte. Ciò nonostante , non si può esonerare il tecnico dalle colpe per questo avvio di campionato anonimo. Se gli si perdona il fatto di non aver fatto la voce grossa all’indomani della chiusura del mercato , di fatto avallando il volere societario , molte delle ultime scelte tecnico-tattiche di Rafa danno da pensare. E non poco. I nodi cruciali sono soprattutto quelli relativi a Rafael e Marek Hamsik , due calciatori che – in seguito a due infortuni piuttosto fastidiosi – non sono ritornati quelli di prima. E’assolutamente apprezzabile che un tecnico voglia recuperare due giocatori cardine della rosa ma – se dopo troppe partite sottotono nulla cambia – sarebbe anche il caso di dare una chanche a chi in panchina si fa sempre trovare pronto : l’ennesimo impatto positivo sulla gara di De Guzman è stato l’ulteriore conferma a queste parole. In una simile crisi di risultati , il Napoli non può permettersi di regalare uomini agli avversari. In campo deve andare chi è più in forma ; recuperare punti e vittorie deve essere l’unico imperativo per il tecnico , anche sacrificando le proprie idee tattiche che , ad oggi , stanno funzionando solo a sprazzi. Benitez è in confusione : grottesca è stata la sostituzione di Mertens , inconcepibile è stato il cambio Zapata/Gargano sul 2-2 con la squadra che spingeva per cercare i tre punti. Inspiegabile continuare a tenere in campo un Hamsik cadaverico ad ogni gara. Scellerata è la scelta di cambiare puntualmente il duo di centrocampo , togliendo equilibrio ed idee ad una squadra già allo sbando. Benitez decida il da farsi, parli chiaro almeno lui su quale sarà il suo futuro. Altrimenti la squadra lo seguirà ancora meno ed il futuro azzurro diventerà sempre più plumbeo.

La squadra Molle , impaurito , immaturo , disattento , brutto da non sembrare vera. Il Napoli andato di scena contro l’Empoli è sembrato lontano parente di quello perfetto che ha annichilito la Roma appena un mese fa. Ciò che fa più infuriare i tifosi non è neanche la spirale di pareggi nella quale gli uomini di Benitez si sono incagliati , quanto la sufficienza con la quale vengono ormai gestite le gare. Non è il tecnico a dover inculcare grinta e voglia di vincere ad una squadra al vertice di serie A , sono gli stessi giocatori a doverla mettere in campo e dimostrare di poter vestire una maglia tanto gloriosa. Un discorso che vale per Higuain , passando per Hamsik e Callejon , fino ad arrivare a Radosevic. Chi crede all’importanza di giocare a Napoli , sputi sangue e sudore. Altrimenti in panchina e sul mercato c’è sempre spazio. Per tutti. 

NICOLA MOSCATO

 

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