CAPITANO CERCASI!

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Un giocatore triste All’incirca due anni fa , il Napoli si vantava di avere tra le proprie file uno dei più promettenti gioielli del panorama calcistico europeo : Marek Hamsik non rappresentava soltanto un giocatore pieno di talento e di voglia di sfondare , ma reincarnava perfettamente il prototipo dell’atleta perfetto. Viso da bravo ragazzo , vita regolare , grande applicazione e dedizione durante gli allenamenti ma soprattutto in campo , dove – con grinta , tenacia e tanti goal – attirava l’attenzione dei più grandi club italiani e non solo. Tutto lasciava presagire che quel ragazzino sarebbe diventato in breve tempo l’indiscusso capitano azzurro , ma soprattutto il leader principale di una squadra , ritrovatasi improvvisamente orfana di due “ big” , quali Lavezzi e Cavani. Ed anche il passaggio da Mazzarri a Benitez sembrava promettere bene : nelle prime gare della scorsa stagione , Marek si distingueva per prolificità ed abnegazione prima di arrivare a quel lungo infortunio dal quale non si è più ripreso. L’Hamsik di oggi sembra improvvisamente ed inspiegabilmente aver smarrito quella classe e quella voglia di lottare che deve caratterizzare chi ha l’indiscusso onore di vestire i galloni da capitano di una maglia blasonata come quella azzurra. In una stagione , falcidiata da carenze strutturali in rosa , da tanta sfortuna ed innumerevoli infortuni , sono proprio i calciatori come lui che dovrebbero prendersi il gruppo sulle spalle e suonare la carica. Ma lo slovacco , già ad inizio anno , si è di fatto scaricato da dosso tale responsabilità , lasciando avanzare in molti in dubbio che non avesse davvero quel carisma per rappresentare degnamente il Napoli in Italia ed in Europa. Le insufficienti prestazioni di quest’anno sono state soltanto la conferma di quanto si sospettava : fatta eccezione per la partita contro il Verona e quella di Europa League in casa del modestissimo Slovan Bratislava , Marek Hamsik in campo non si è mai visto , finendo inevitabilmente nel calderone delle critiche , non tanto per aver improvvisamente smarrito la via del goal , quanto per la poca incisività e voglia palesata in tutte le gare della stagione. Lo slovacco perde tutti i contrasti , non allunga mai la gamba durante un contrasto di gioco ,  non riesce mai a proporsi attivamente nella comunque temibile manovra azzurra , limitandosi a corricchiare e lasciando la squadra spesso in balia dei contrattacchi avversari.

Non è il modulo Deplorevoli atteggiamenti questi che non possono essere ricollegati esclusivamente alle difficoltà imposte dal 4-2-3-1 di Rafa Benitez , quanto ad evidenti limiti mentali e tattici che accompagnano da sempre le prestazioni dell’ex centrocampista bresciano. Anche durante il periodo “ mazzarriano” , nonostante i tanti goal segnati , Hamsik soffriva di pigrizia , rimanendo in letargo per diversi match , prima di ritornare protagonista grazie alle sue capacità realizzative , oggi smarrite. Non è possibile poter sfondare in Europa e confermarsi un big assoluto se non si possiede l’intelligenza tattica di sapersi adattare ad ogni sistema di gioco : non è concepibile che una squadra , che mira ad affermarsi stabilmente nel calcio che conta , possa stravolgere interamente la sua idea di gioco , solo per permettere ad un singolo calciatore di esprimersi al meglio. La verità è che , al di là delle motivazioni che sembrano aver abbandonato il capitano azzurro , nonostante la reiterata fiducia domenicale concessagli da Benitez , Hamsik sembra in grado di dare il meglio di sé soltanto nel gioco di rimessa , quando le difese avversarie si aprono , permettendogli di potersi inserire da dietro. Troppo poco per una squadra che finalmente ha cambiato la sua arcaica filosofia tattica , cercando sempre attraverso l’imposizione della manovra di sconfiggere gli avversari. Bisogna , dunque , avere il coraggio di prendere coraggiose decisioni , dato che la situazione peggiora di settimana in settimana. Non è da considerarsi reato di lesa maestà pensare di far sedere lo slovacco in panchina per un paio di turni almeno , in modo che possa ritrovare almeno quella grinta e quella voglia di lottare , che oggi si riscontrano soltanto nelle parole di giustificazione e nelle vane promesse di riscatto che Marek rilascia puntualmente alla stampa dopo un passo falso. E se neanche questo dovesse risultare sufficiente , è altrettanto lecito pensare che i cicli possono terminare : gli schemi offensivi di Benitez non possono prescindere dalle prestazioni dell’uomo dietro la punta e , probabilmente , esistono sul mercato interpreti decisamente più carismatici , utili e duttili dell’attuale capitano. E sarebbe il caso di guadarsi attorno ben prima che le quotazioni di Marek sul mercato continuino vertiginosamente a calare. E’arrivato il momento di fare la voce grossa e di risolvere definitivamente una situazione spinosa che non fa il bene né della squadra , né dello stesso calciatore. 

NICOLA MOSCATO

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