IL COLOSSO DI NAPOLI!
La rivelazione
Il nome che non ti aspetti. Il coniglio dal cappello. In un calciomercato estivo come quello azzurro , che sicuramente non rimarrà ricordato nella storia come quello contraddistinto da arrivi altisonanti , a destare le prime curiosità ( e le relative perplessità) fu l’acquisto di un giovanotto francese di belle speranze : Kalidou Koulibaly. Classe 1991 , nazionalità francese ma di origini senegalesi , 1.95 cm per 89 kg di peso , proveniente dallo Genk , club di media fascia del campionato belga. Insomma, non proprio il prototipo del difensore di esperienza e qualità che i tifosi sognavano di vedere al fianco di Raoul Albiol , specialmente dopo la dolorosa – sebbene decisamente redditizia – cessione del ritrovato Federico Fernandez allo Swansea. Koulibaly è stato il primo acquisto della seconda stagione napoletana , targata Rafa Benitez , che – noncurante dei malumori di piazza e stampa – lo segnalò a Bigon già alla fine dello scorso campionato , a conferma che – dall’alto della sua esperienza ed indiscussa capacità – il buon Rafa sapeva che quel “ gigante nero dalla faccia buona” poteva conquistare il pubblico partenopeo in breve tempo. Benitez non si è smentito , iniziando sin dalle prime amichevoli in ritiro a Dimaro ad affidarsi ciecamente alle capacità del giovanissimo francese che , vuoi il mancato arrivo di altri centrali di difesa , vuoi la carente condizione fisica dei suoi compagni di reparto , iniziò sin da subito a farsi notare da chi non lo aveva mai visto nominare. Senso della posizione , impressionante prestanza fisica , discreta tecnica inviduale ma soprattutto una personalità da veterano , caratteristica decisamente anomala per un ragazzo di appena 23 anni. Caratteristica che , a quell’età , possiedono solo i grandi campioni. Al suo arrivo Kalidou non ha fatto particolari proclami , consapevole che – in una realtà come Napoli che da calciatore ti perdona poco ( per non dire nulla) – riuscire ad emergere non sarebbe stato facile. Ed allora testa bassa , tanto lavoro e sacrificio e massima abnegazione in campo. Campo dal quale Kalidou non è mai più uscito : 11 partite di campionato , 11 presenze da titolare , condite da un bellissimo goal di testa contro il Palermo ma soprattutto contraddistinte da prestazioni epiche ( come la prova sontuosa contro Roma e Fiorentina) in seguito alle quali Koulibaly è diventato l’indiscusso leader di una difesa , andando spesso a mettere una toppa anche agli errori di Albiol e dei suoi più esperti compagni di reparto. E , quando sudi la maglia azzurra con impegno e massima applicazione , il pubblico partenopeo sa benissimo come ricompensarti.
Il leader del futuro.
Personalità dunque. Tanta , decisamente inusuale per un ragazzo tanto giovane. Quella tipica di tanti difensori storici , come ad esempio quel Lilian Thuram , al quale Koulibaly somiglia tantissimo. Personalità manifestata proprio nel periodo più buio della stagione azzurra : non è stato facile l’inizio di Kalidou in azzurro. Presente ( seppur con poche colpe) nella disfatta di Bilbao , non esente da errori nella vittoria contro il Genoa e nella gara interna contro il Palermo , il giovane francese è stato bravissimo a non lasciarsi condizionare dalle feroci critiche di una stampa ingrata , tanto brava ad idolatrarti dopo poche gare , tanto a farti diventare un pericoloso brocco dopo un singolo errore. Per fortuna , in panchina a Napoli siede un certo Rafa Benitez , non certo l’ultimo arrivato che mai per un istante ha messo in discussione la presenza di Koulibaly nell’undici titolare. Ed i fatti lo stanno ripagando : ciò che di spaventoso il centrale azzurro ha palesato in questo scorcio di inizio campionato è sicuramente la prestanza fisica , grazie alla quale riesce a spezzare pericolose trame offensive , per non parlare della sicurezza mostrata nel saper uscire palla al piede dalla difesa , nonostante la gigantesca stazza. Le prestazioni del colosso partenopeo sono subito balzate agli occhi dei grandi club : dal Borussia Dortmund , al Bayern Monaco , dal Manchester United alle big spagnole , in tanti stanno bussando alla porta di De Laurentiis per sondare il terreno. Ma Aurelio giustamente non ascolta nulla , consapevole che il ragazzotto ha fino ad ora espresso solo una parte minima delle sue grandissime capacità e che in breve tempo potrà diventare leader indiscusso di un reparto offensivo , che da troppo tempo non ne possiede uno. Ed allora , parafrasando una frase fin troppo nota ormai ai napoletani, : “ Adelante Kalidou!Sin prisa pero sin pausa!”
NICOLA MOSCATO

