Da Torino: “granata Quagliarella dipendenti”
La sesta giornata di campionato è ormai alle porte. La stagione è ancora lunga eppure, al contrario di quanto ostinatamente ripete ogni allenatore, la pausa per le Nazionali consente già di trarre un piccolo ma indicativo bilancio su quanto avvenuto finora. L’unica certezza, in generale, riguarda la lotta per il titolo: due contendenti, Roma e Juve, se la giocheranno fino alla fine. Per il resto, tutto rimane ancora vago e avvolto da una nube di incertezza. In attesa delle future sentenze, analizziamo ora la situazione parziale di Torino e Napoli, che si affronteranno domani sera al San Paolo.
QUI TORO – L’undici granata, riprendendo le parole di Ventura, è sulla buona strada per diventare “squadra” nel vero senso della parola. Squadra autentica, completa mentalmente e tatticamente, capace di impensierire chiunque come l’anno passato. La partita contro il Copenaghen ha finalmente registrato un dato incoraggiante: un grande mole di occasioni prodotte a fronte di rischi in difesa praticamente nulli. Il gioco offensivo, apparso così sterile nelle prime apparizioni, aver quasi assimilato gli schemi di Ventura. Dall’altro lato però, è evidente una dipendenza daQuagliarella: senza di lui i granata faticano a concretizzare la mole di gioco prodotta. La soluzione al problema, evidenziata dallo stesso mister, deve essere la maggiore partecipazione degli interni di centrocampo alla fase d’attacco, portando anche loro stessi a tirare in porta. Dunque Sanchez Mino, Benassi ed El Kaddouri avranno molto da perfezionare tatticamente. Nonostante le tante note positive, dunque, c’è ancora molto da lavorare: il Toro appare decisamente sulla retta via, ma rimane ancora un cantiere parzialmente aperto. La sfida di Napoli dovrà dare una risposta: il tempo stringe, i meccanismi devono essere affinati definitivamente per disputare una grande stagione.
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