TUTTI AL MAREK
Calcio d’agosto non ti conosco. Una regola sempiterna che serve a equilibrare il giudizio e a dare il giusto peso alle prime uscite stagionali, da prendere sempre con le pinze. Si resta ancorati alle impressioni che poi possono essere confermate o ribaltate, a seconda dei casi. L’estate riconsegna al Napoli il suo capitano. Subito tonico, pronto a cancellare le ombre del recente passato. Primi segnali di risveglio a Dimaro, poi le amichevoli col Paok al San Paolo e col Barcellona Ginevra, nobilitate da grandissime giocate, finalmente ritrovate. No, non poteva aver dimenticato tutto, quello che è una volta veniva considerato un ragazzo prodigio. Testa alta, padrone del gioco, ispiratore delle manovre offensive. Un nuovo acquisto da aggiungere alla lista se le premesse saranno poi rispettate. E il modulo? Quel ruolo che lo aveva penalizzato? Maledetto Benitez, principale responsabile del crollo slovacco. Passa a tre! La sponsorizzazione, però, non ha attecchito perché priva di valide ragioni, nonostante qualcuno abbia provato a tirar fuori la solita storia delle lacune difensive e della squadra oltremodo sbilanciata, ispirati da una visione limitata del calcio e dei suoi aspetti. Il tecnico, che almanacco alla mano può vantare qualche trofeo qua e la, è andato dritto per la sua strada, conscio che i problemi (quelli veri) erano altrove. In tanti hanno dimenticato o omesso (la differenza è sottile) un dato fondamentale: la continuità di rendimento. In questo particolare, Marek Hamsik, non ha mia brillato, né con Reja né con Mazzarri. Sono arrivati i gol, a grappoli, non sempre le prestazioni. Lunghi periodi di letargo prima che poi le reti mettessero tutto (e tutti) a tacere. I gol, appunto, gli stessi realizzati nel corso della prima parentesi spagnola, nonostante le nuove mansioni. Poi lo stop, forzato, e l’incapacità di riprendersi, di rimettersi in sesto. Storia recente che schiaccia le leggende messe in piedi ad arte, per addormentare i meno svegli. La verità sta nella voglia, palesata dal tecnico a più riprese, di responsabilizzare il calciatore, di far si che diventi un campione vero e non solo ipotetico, che prenda per mano la squadra e la conduca li, in alto, davanti a tutti. Compiere il salto di qualità, è questa la richiesta avanzata da Benitez, il primo a credere nelle risorse del ragazzo. E Hamsik pare averlo capito, vuole prendersi il Napoli da attore principale e non da semplice comprimario. Ma, come detto, siamo solo ad agosto ed in fondo sono solo impressioni…

