THINK POSITIVE!
Non c’è dubbio. Non c’è nessun dubbio che a pochi giorni dal ritiro tutto è fermo ma sopratutto tutto è immutato. Il mercato, ovviamente. Si corre quindi il rischio, se di rischio si può parlare, che a Castelvolturno prima, a Folgaria poi, mister Mazzarri possa ritrovarsi al suo cospetto i soliti volti, i soliti noti. Nessun acquisto. Nemmeno uno. Tanti, troppi i possibili nomi rimbalzati a destra e a manca, da un giornale all’altro, da un sito agli altri siti, da un tifoso agli altri tifosi. Che noia. Nemmeno uno, nemmeno uno degli innumerevoli nomi fatti è arrivato. E quasi sicuramente nessuno di questi arriverà. E aggiungiamoci anche un per fortuna. Ma questo è un discorso a parte. Il problema attuale è un altro. Il mercato, anche se non ufficialmente, è partito ormai da quasi due mesi. Sono stati dichiarati più volte e a più riprese i reali obiettivi. Vi annoiereste dunque, se li ripetessimo ancora una volta. Basti sapere che dovrebbero essere, o almeno così dicono, quei giocatori che permetterebbero, ad una squadra come il Napoli, il salto di qualità. Ora, indipendentemente dalla opinabile caratura dei calciatori accostati alla squadra negli ultimi tempi, la domanda che ci si pone è questa: verranno davvero mantenute le promesse? La risposta, quella definitiva, la sapremmo solo sul finire dell’estate. E solo allora potremo tirare le somme, e di conseguenza applaudire o accusare. Ma intanto la città freme. La preoccupazione dilaga, dilaga il pessimismo. Il tutto condito poi da fastidiose voci, confermate da altrettanto fastidiose dichiarazioni, che indisturbate girano sussurrando possibili cessioni di giocatori importanti. Come se non bastasse. Insomma i tifosi sono tutt’altro che tranquilli. Agonizzano, in realtà. E niente fermerà quest’agonia se non il primo valido acquisto. E come il malato che chiama a gran voce le sue medicine, le uniche che hanno il potere di sopprimere la sua sofferenza, così, alla stessa maniera, il tifoso partenopeo chiede, urla e strepita affinché il Presidente gli dia cioè che aveva promesso. Inoltre, questa folle quanto legittima richiesta è riportata, sostenuta e ingrandita da alcuni giornali e dai suoi giornalisti. È così, con quest’andazzo, può accadere che la richiesta si trasformi in pressione. Nessuno, o quasi, ha provato mai a formulare un’ipotesi diversa. Diversa da quella pessimistica secondo cui De Laurentiis sarebbe tutto fuorché dell’arrosto. Proviamo dunque per una volta, almeno noi, ad interpretare quell’odioso ruolo dell’ottimista. Quindi, entrati per bene nei panni del nuovo personaggio, tentiamo timidamente di ipotizzare che tutto ciò non sia altro che una strategia. Si, avete capito bene. Sperando che nessuno possa crederci pazzi, lo ripetiamo ancora una volta. Una strategia di mercato. In realtà, pensandoci meglio, non sarebbe per niente un idea folle né tanto meno azzardata. Anzi, potremmo dire addirittura ragionevole. Ragionevole perché il mercato, e non solo quello calcistico, funziona in questo modo. All’aumentare della domanda aumentano inevitabilmente i prezzi. Se si dichiara apertamente di essere interessati ad un giocatore, si finisce involontariamente per fargli della pubblicità. Così anche un’altra squadra dimostrerà il suo interesse e la pubblicità non farà altro che crescere. Non c’è miglior reclame del passaparola. Di conseguenza il prezzo del giocatore tanto ricercato ovviamente lieviterà, correndo il rischio che un semplice acquisto possa diventare una vera e propria asta. Al contrario, se si agisce a fari spenti, senza quindi sbandierare ai quattro venti i propri reali obiettivi, potrebbero evitarsi aumenti di prezzo molto spesso ingiustificati. Quindi, cari tifosi, noi ottimisti siamo decisamente ottimisti. Tutto finirà per il meglio. A tarallucci e vino, come piace a noi. Forse.
