PAZZO RIMPIANTO!
Salire sul carro dei vincitori è fin troppo facile. In quei casi partono slogan, striscioni, sorrisi e paroloni da profeta sublime. Troppo bello uscire quando il prato è verde e i fiori ricchi di colore sbandierando l'efficacia di un lavoro fin troppo esaltato e gonfiato da paroloni illusionistici. Chi prende una piega del genere, spesso e volentieri, poi, esce dalla porta di servizio dribblando il ritorno dei conti quando il giardino diventa arido e fiori rinsecchiti. Ogni caso ha la sua valenza e ogni soggetto le sue ragioni, ma qualcuno riesce a farlo con una tale maestria da portare il resto del mondo a scaricare irragionevoli asti nei confronti di chi, più di tutti, ha subito una tale fuga.Napoli ne è al corrente. La cavalcata dalla serie C fino alle soglie dell'Europa League è ormai acqua passata, adesso si pensa al presente e al futuro, roseo sotto un certo punto di vista ma minato da strafalcioni antecedenti che condizioneranno il prossimo futuro.
Vien da ridere, poi, se determinate persone inciampano sulle loro stesse parole prima da scappare a gattoni e quando ormai il destino non rilascia più la porta di servizio, allora ci si appella alla sceneggiata melodrammatica prima di continuare il personalissimo show da lontano alzando la voce quando il giardino fiorisce e sparire quando la terra non produce i frutti sperati. Parole su parole che adesso risuonano cercando vendetta. Aurelio De Laurentiis si è sbarazzato dello sceneggiatore mediocre dopo aver preso una calcolatrice e confrontato i risultati con i parametri ceduti: tutto un botto si è reso conto che lui ne paga più di chiunque altro di una gestione farfallona che lo porterà a pagare ancora per chi, fondamentale, utile non è per poi sfogliare la margherita alla ricerca del rimpianto più grande.
Uno su tutti si chiama Gianpaolo Pazzini, attaccante della Sampdoria nato a Pescara nel 1984 e cresciuto calcisticamente nell'Atalanta. Un bomber vero, uno che la butta dentro due volte su quattro, uno che in 53 presenze ha realizzato 28 gol e 17 solo nella stagione in corsa. Probabilmente questo Pazzini è uno che studia da meteorite, la grande stagione per poi cadere nell'ombra, macchè! Pazzini di gol ne ha sempre fatti e in ogni situazione: 12 in 51 gare con l'Atalanta giovanissimo, 25 su 108 gare con la Fiorentina senza mai avere grande continuità per la presenza di Gilardino, mica uno qualunque. Perchè, allora, il "vate dei sapientoni" non ci ha mai fatto un pensierino? Costava troppo? E anche qui, il ciuccio cade. Nel Gennaio 2009 la Sampdoria lo prelevò per 9 milioni di euro più il prestito di Bonazzoli e adesso si ritrova una plusvalenza superiore al 100% con ingaggio adeguato e il fattore psicologico di un ragazzo che non solo rincorre la nazionale ma il riscatto dopo la chiusura in maglia viola. Allora sarà stato il calciatore a rifiutare Napoli? Per niente! Sempre nel Gennaio 2009, Pazzini fu offerto al Napoli a più riprese e tante volte si è visto chiudere la porta in faccia perchè inadeguato. Giudicare "inadeguato" uno che il gol ce l'ha nel sangue è una sorta di sacrilegio, ma non per chi ha cercato con le unghie e con i denti di difendere un proprio operato fatto di carta pesta e sotto una lente d'ingrandimento al sole che lui stesso a piazzato quasi per vanità. "Il Napoli è una balena in un acquario" disse in serie C, chiaro, è semplice essere spavaldi quando con il semplice budget di riparazione si potrebbe acquistare l'intera rosa di almeno 10/11 concorrente, ma quando la balena è tornata nell'oceano allora si è presentata come fosse un piccolo merluzzo, bello e facile da prendere. Non ci vuole molto a spiegare e intanto il club è costretto a pagare ingaggi anche piuttosto alti per undici giocatori che Napoli non la vedono da un bel po' mentre le casse si vuotavano di 59 milioni su 60 per arrivare a uomini che ancora una volta servono ben a poco. Poi si punta il dito su De Laurentiis, il primo defraudato e il primo irritato al sol pensiero per un pazzo rimpianto!
