ODDO: "DI NATALE DECISIVO AI MONDIALI, BLASI PUO’ ANCORA ESSERE UTILE AL NAPOLI"

Quella notte a Berlino ce l'ha ancora impressa nella mente. Un mondiale non si vince tutti i giorni. Eppure Massimo Oddo nella sua carriera se ne è tolte di soddisfazioni: Champions League, Supercoppa Uefa, Mondiale per club, Coppa Italia. Ma l'emozione di diventare campione del mondo è un'altra cosa.

Che sensazioni le rievoca Berlino?

«Ricordi bellissimi. Ogni calciatore sogna da bambino di diventare campione del mondo. Di quel mese in Germania non ho dimenticato niente, nemmeno il più futile dei particolari. È una gioia che non si può descrivere». 

Che differenze ci sono tra questa nazionale e quella che vinse il titolo a Berlino?

«Non faccio parte di questa spedizione. Non conosco lo spogliatoio. Noi eravamo un grande gruppo, molto unito. Tutti si sacrificavano, c'era uno spirito di abnegazione notevole. E poi il talento non mancava».

Quello era l'anno in cui scoppiò "Calciopoli". Quanto ha inciso sul vostro mondiale?

«Molto perché è servito a compattarci. Volevamo dimostrare che il calcio italiano era tutta un'altra cosa. Venire etichettati in quel modo non era bello. Quello scandalo, forse, ci ha fatto credere ancor di più nei nostri mezzi».

Chi può essere il calciatore chiave in Sudafrica?

«Lippi ha a disposizione gente di valore. I giocatori decisivi sono quelli che ti risolvono le partite. Credo che Di Natale, dopo un grande campionato, possa fare la differenza anche al mondiale».

L'Italia ha le possibilità per riconfermarsi campione del mondo?

«Anche quattro anni fa non eravamo favoriti. Le squadre forti ci sono sempre. Un mondiale, però, fa storia a sé. Dipende da come ci si arriva fisicamente, dallo stato di forma degli avversari, da quanto sei fortunato. Credo che gli azzurri possano fare una grande coppa del mondo».

Lei nel 2000 ha conquistato una promozione in serie A con il Napoli. Che ricordi ha della città partenopea?

«Era il mio primo anno in una grande squadra. Conquistare la massima serie fu un'apoteosi. Giocare davanti a 80.000 persone ti carica di responsabilità e ti aiuta a crescere. Il pubblico di Napoli ti da tanto ma chiede in ugual misura. Napoli è una delle piazze a cui sono più legato».

Lei che ha vinto tanto in giro per l'Italia che analogie trova la festa promozione a Napoli e la vittoria per la Champions a Milano?

«Quando si vince è sempre bello. Queste sono due città affamate di calcio ma la festa promozione a Napoli è stata forse più passionale rispetto a quella per la Coppa dei Campioni a Milano».

È da poco tornato dalla tournèe negli Stati Uniti con il Milan e ha avuto come compagno di squadra Blasi, che torna a Napoli dopo l'anno a Palermo.

«Manuele non è uno che ha bisogno di motivazioni. In campo da sempre l'anima, anche nelle amichevoli. È un calciatore importante che può fare il titolare in ogni squadra».

Quale sarà il futuro di Massimo Oddo?

«Mi resta un anno di contratto con il Milan. Un ritorno alla Lazio? Al momento sono un tesserato rossonero. Mi godo le vacanze, poi si vedrà».

per concessione di   inchiostro on line              

Translate »