NAPOLI VIGLIACCO: UN PUNTO CHE NON ENTUSIASMA!
Ci si aspettava una notte magica, nient’altro. Ciò che si è materializzato invece è stata una grigia serata autunnale, condita da pochi, pochissimi lampi nel cielo nuvoloso di Fuorigrotta. Uno sbadiglio lungo 90 minuti, o poco meno, che lascia al popolo napoletano tanta amarezza, più che delusione. Perché in ottica qualificazione lo scialbo 0-0 rimediato al San Paolo potrebbe risultare alla fine anche utile, ma a pesare come un macigno sulla classifica sono i due pareggi stentati contro l’Utrecht e lo Steaua. Sceso sul manto erboso tra gli applausi dei 60.000 sugli spalti, il Napoli è apparso frastornato, quasi impaurito non tanto dalla forza degli avversari quanto dal nome blasonato. Il rosso fuoco delle casacche dei Reds ha, per tutto il primo tempo, ipnotizzato la manovra degli azzurri che sono apparsi sterili e macchinosi nel giropalla. Il Liverpool dal suo canto ha creato poco e nulla per ottenere l’intera posta in gioco, conscio della bontà di un pareggio lontano da Anfield. Presentatosi al San Paolo con la squadra riserve, imbottita di baby calciatori, è riuscito senza neanche troppi affanni a contenere le discontinue folate offensive di un Napoli che non ha mai impressionato per la mole di gioco nell’arco dei 90 minuti. A difesa schierata sono poi emersi tutte le lacune tecniche di un centrocampo creato esclusivamente per interrompere le trame di gioco avversarie, non certo per imbastire azioni manovrate. Quindi avanti a folate, discontinue e prevedibili. Gli attori purtroppo sempre i soliti: Dossena con i suoi cross, Lavezzi con le sue accelerazioni, Cavani con il suo tempismo. Poi poco e niente. Nel secondo tempo qualche fiammata in più, ma i Reds sono bravi a concedere poco e difficilmente si allungano favorendo le ripartenze del Napoli. La solita mediocrità di Maggio sull’out destro, mai pungente nel puntare l’uomo, lascia perplessi i tifosi azzurri. Perplessità che diventa timore quando poi a sostituirlo è uno sterile Zuniga capace in pochi minuti di irritare il San Paolo e guadagnarsi bordate di fischi. Sosa e Yebda, nonostante l’esperienza internazionale sul curriculum, vengono inseriti a giochi ormai fatti per gli ultimi 5 minuti di gioco. Chiaro segnale questo che il mercato non ha offerto certo alternative di livello agli undici “titolarissimi” di Mazzarri, e che a gennaio è doveroso fare acquisti mirati se si vuole competere su palcoscenici europei.
L’1-1 in terra olandese tra Utrecht e Steaua Bucarest lascia tutto invariato nel girone K con il Liverpool saldamente al comando con 5 punti, seguita da Napoli ed Utrecht appaiati a 3 e Steaua a 2. Tutto ancora da decidere, ma quanto rammarico per una competizione a tratti snobbata, ma poi rivalutata improvvisamente quando a parlare è il tutto esaurito fatto segnare dal San Paolo. Il pareggio tra le altre pretendenti al passaggio del turno lascia una porta ancora aperta ai sogni di gloria europei, ma la sensazione condivisa tra i 60.000 di Fuorigrotta è che davanti ai veri Reds questo Napoli avrebbe fatto tanta fatica in più, forse troppa. Un punto prezioso si, ma questo pubblico avrebbe meritato ben altro spettacolo!
