NAPOLI – PARMA: IN APNEA

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Gloriosi, stratosferici, capaci di annichilire e mortificare chi in una finale di Champions League riuscì a recuperare tre gol per poi vincere la coppa. Bello, troppo bello, fino al risveglio brusco, il ritorno alla realtà devastante come un pilote che lascia il proprio caccia lanciandosi senza paracadute.Stanchi e si vede. Pagherà in termini umani e di gruppo quella rosa striminzita, non pagherà sotto il profilo puramente calcistico dove la fatica si accumula e non c'è possibilità di scarico visto che i ritmi non concedono mai di tirare il fiato. Se a Liverpool quel primo tempo è davvero esistito allora questa squadra ha davvero la qualità delle grandi, ma il fiato diventa pesante quando la birra finisce e sai bene di dover correre di nuovo dopo tre giorni. No, questa squadra rischia di gettare all'aria ogni granello conquistato perchè già a Novembre si trascina stancamente verso la sosta col disperato tentativo di uscire da quell'apnea preannunciata che toglie lucidità. In ottica emozioni, la gara con il Parma ha trovato un gusto tutto suo dalla fine degl'anni novanta ad oggi anche perchè, prima ancora, il Parma non conosceva altro che serie minori; la rivalità parte da quella compravendita dell'era Ferlaino – Tanzi quando il patron azzurro era costretto ad accettare offerte irrisorie per gente come Fabio Cannavaro, Paolo Cannavaro, Gianfranco Zola e Massimo Crippa per tamponare il buco di bilancio; poi lo sgarro del 2001 quando un Parma da primato si lascia battere in casa pietosamente dall'Hellas Verona vista la fratellanza presidenziale delle due società (Pastorello al Verona era ex Parma e viceversa per Tanzi ndr), quindi arriva la vendetta azzurra con quella vittoria in terra emiliana che sbatte direttamente in cadetteria la squadra di Hector Cuper. Altra vendetta, stavolta a parti inverse: il Parma vince al San Paolo e Quagliarella si fa espellere, emiliani verso la salvezza tranquilla e addio sogno Champions per il Napoli.Non è una gara come altre, ma la situazione non consente altro: ragazzi, trattenere il fiato e scattare ancora finchè si può!

 

Parma. Pasquale Marino dovrà trasformarsi in stregone per risollevare un Parma con il morale sotto i tacchi; i numeri, del resto, sono impietosi: 8 punti in classifica, terzultimi in graduatoria, 5 pareggi, 3 sconfitte e una sola vittoria all'esordio stagionale con il Brescia. I tre punti, quindi, non arrivano dal 28 Aogsto. 4-3-3 in pieno stile Udinese per Marino con ritmo veloce, squadra larga e lanci perentori verso gli esterni, almeno l'idea sembra essere questa ma le caratteristiche poco inclini a tale mentalità rendono i gialloblu spesso lenti e sconnessi. Marques partirà da punta esterna destra, ma spesso si accentrerà alle spalle della punta, stesso movimento anche per Giovinco posizionato sul lato opposto. Centrocampo muscolare e di corsa con poca qualità individuale mentre la difesa si presenta lenta e distratta. Il gioco diventerà molto più funzionale sul settore mancino dove le sovrapposizioni di Antonelli creano superiorità numerica ma anche grandi spazi in ripiego.Indisponibili. Dzemaili (squalificato), Galloppa, Paloschi, Pavarini

 

Formazione (4-3-3) Mirante (83); Zaccardo (5), Lucarelli (6), Paletta (29), Antonelli (3); Valiani (80), Morrone (4), Gobbi (18); Giovinco (21), Marques (8), Bojinov (86)     All. Pasquale Marino

Ballottaggi: Valiani 65% – Candreva 35 %

 

 

Napoli. La spia della benzina è accesa e splende sul quadro come un segnale d'allarme che preoccupa e non poco. La squadra mostra qualità, soprattutto negl'undici base, ma incappa in errori grossolani per la mancanza di lucidità come nel caso di Dossena a Liverpool, uno che fino ad oggi ha sempre macinato enormi quantità di chilometri e per gioco forza è costretto a tirare il fiato, stesso discorso per Cavani costretto ad accollarsi le responsabilità del Napoli e della sua nazionale in giro per Europa e Mondo. 3-4-2-1 di base con squadra larga, difesa alta e ritmo veloce ma con il Parma dovrebbe arrivare il tanto sospirato turn over: Zuniga dovrebbe prendere il posto di Maggio sulla destra ma il tecnico potrebbe anche dirottarlo a sinistra per Dossena se Vitale non dovrebbe convincere. Ad ogni modo, l'esterno di Lodi non dovrebbe disputare l'intero match; in mezzo al campo Yebda per Gargano e Sosa per Hamsik mentre in difesa rientra Grava per lasciare a riposo Campagnaro. In attacco confermate Lavezzi e Cavani ma non è impossibile vedere Dumitru a partita in corso. Importante sarà sfruttare la zona destra visto gli spazi che potrebbe lasciare Antonelli con le sue sgroppate; occhio alle palle inattive con Alessandro Lucarelli (fratello di Cristiano ndr) e Paletta ottimi saltatori 

 

Indisponibili. Lucarelli

 

Formazione (3-4-2-1) De Sanctis (26); Grava (2), Cannavaro (28), Aronica (6); Zuniga (18), Yebda (21), Pazienza (5), Dossena (8); Sosa (77), Lavezzi (22); Cavani (7)     All. Walter Mazzarri

 

Ballottaggi: Zuniga 50% – Dossena 30% – Maggio 20%; Aronica 70% – Santacroce 30% 

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