NAPOLI MAI SCONFITTO A CESENA NELLA SUA STORIA
Ai più giovani ( e non solo a loro ) il nome del Conte Alberto Rognoni non suggerirà nulla. Eppure è stato un personaggio leggendario del calcio italiano, a partire dagli anni ’40 per la bellezza di quasi sessanta anni fino quasi alla sua morte ( giunta nel 1999 a 81 anni ). Nato a Cesena, negli anni ’50 è stato il creatore in lega della cosiddetta Commissione di controllo, nata per smascherare gli eventuali illeciti. E lo faceva in modo straordinariamente attivo e concreto, tanto da travestirsi una volta da frate, e di nascondersi in un’altra occasione nel bagagliaio di un’ automobile per trovare delle prove ! ( in quel caso ne fece le spese l’ Udinese, retrocessa in B nel ’55 ). Poi diventò negli anni ’60 editore – direttore- factotum del “ Guerin Sportivo “, quello in verdolino con le celebri vignette di Marino. In seguito regalò la sua esperienza come dirigente della Lega calcio, oltre a continuare a scrivere per il suo “ Guerino “, fino all’ anno della sua morte, avvenuta nel 1999 all’età di 81 anni. Ma soprattutto il “ Conte “ ha avuto di fondare il Cesena calcio, a soli 22 anni nel 1940. Resterà presidente sino al 1964, lasciando la squadra in C a Dino Manuzzi, a cui attualmente è dedicato lo stadio. Manuzzi, grosso esportatore di frutta in Germania, porta la squadra in A nel 1973, sotto la guida di Gigi Radice, che a promozione conquistata lascia per anadare alla Fiorentina. Il Cesena quindi, disputa la prima stagione assoluta in A con Eugenio Bersellini allenatore, riuscendo pure a raggiungere la salvezza senza eccessivi patemi d’ animo. Il 31 marzo 1974 azzurri e bianconeri, si incontrano per la prima volta in Romagna nella storia. Il Napoli di Vinicio è ancora in lotta per il titolo ( a –4 dalla Lazio ), ed il gol di Braglia al 60° sembra rafforzare le speranze per il tricolore. Ma ad unj minuto dal termine, un’ uscita avventata di “ Gedeone “ Carmignani, consente a Braida di realizzare il punto dell’ 1 –1 ( si proprio l’Ariedo, attuale direttore sportivo del Milan ). L’ anno dopo la gara finisce 0 –0 ( 24 –11 –1974 ), ma il 22 febbraio 1976, un bel destro di Juliano al 7° fissa il punteggio sullo 0 –1 definitivo, nonostante gli attacchi dei padroni di casa, che a fine partita lamenteranno la mancata concessione di due rigori. Il rigore al Cesena glielo concede invece l’ arbitro Gussoni ( in seguito designatore dell’ A.I.A. ) il 3 aprile 1977, ma Carmignani riscatta l’ errore di tre anni prima, parando il tiro dello specialista Frustalupi ( padre di Nicolò, ora vice – allenatore di Mazzarri in panchina ). Nella ripresa, un bel colpo di testa di Beppe Savoldi al 66°, in anticipo sul portiere – dottore Boranga ( nel senso che era ed è medico sul serio, non come Valentino Rossi…), raddoppiato da Speggiorin al 75°, fissano la gara sullo 0 –2. Il Cesena retrocede, risalendo in A quattro anni dopo, ma il risultato sarà il medesimo, variato solo nel punteggio : 1 –3. Il 22 ottobre 1981 il Napoli di Marchesi fa tutto da solo nel primo tempo, gol ed autogol di Massimo Palanca, bomber dal piedino ( calzava il 37 ) fatato, purtroppo con scarsa fortuna nella sua esperienza napoletana. Quando il match sembra destinato al pareggio, Musella e Damiani nel finale ( 83° e 88° ) lo indirizzano dalla …parte giusta. Nella stagione seguente ( 1982 –’83 ), per il Napoli la partita a Cesena del 9 gennaio 1983, si presentava con le tinte fosche del dramma ( sportivo per carità ). Gli azzurri clamorosamente, erano desolatamente ultimi in classifica, ed a nulla sembrava aver servito il cambio in panchina fra Giacomini e Pesaola. Quel giorno, con il rammarico di aver più volte sfiorato il gol, la gara termina 0 –0. Da quel momento il Napoli comincio la sua risalita, che lo portò ad una sofferta salvezza. Andò meno bene invece al Cesena, di nuovo in B dopo due anni. Lo scenario cambia completamente per il Napoli, nel successivo match del 13 settembre 1987. Maradona e c. sono campioni d’ Italia, ed il loro esordio con lo scudetto sul petto avviene proprio in Romagna. Dopo appena sedici minuti, Salvatore Bagni realizza il gol decisivo per l’ 1 –0 finale, poi difeso senza particolari sforzi. L’ incontro assumeva un sapore particolare, dato che tre giorni dopo il Napoli avrebbe fatto un’ altra, più importante “ ouverture “ : quella a Madrid contro il mitico Real, per la prima volta in coppa dei campioni. Disco rosso per i padroni di casa anche l’ anno dopo, il 23 ottobre 1988, con l’ identico risultato di 0 –1. Stavolta il bomber di turno è Andrea Carnevale ( 15 ° ). Il Napoli manca il raddoppio più volte, ed al 90° subisce la beffa di un rigore contro, per un causale fallo di mano di Renica. Traini per fortuna, confonde il rugby per il calcio , tirando altissimo sopra la traversa. Una curiosità : in entrambe la gare l’ allenatore del Cesena era Bigon ( padre di Riccardo ) , che nel 1989 –’90 guiderà il Napoli verso il 2° scudetto. Albertino torna da “ nemico “ la sera di mercoledì 6 settembre 1989, e come pure il 30 dicembre 1990, il match termina 0 –0 senza particolari sussulti, in tutte è due le gare. Passano ben otto anni per rivedere un Cesena – Napoli, ma stavolta il palcoscenico è quello della serie B ( 0 –0 il 12 ottobre 1998 ). Avvincente e spettacolare è invece l’ incontro dell’ anno dopo, quello della promozione di Novellino : 2 –2 col Cesena avanti in doppia cifra , ed il Napoli in rimonta ( 66° Bellucci e 68° Stellone ). Infine ( sempre in B ), nella stagione vincente di Eddy Reja, il match finisce 1 –1, con gol di Calaiò al 19 ° subito pareggiato al 21° da Papa Waigo. Come si potrà notare, su 13 incontri per il Napoli si registra un eccellente bilancio: 6 vittorie, 7 pareggi e 0 sconfitte !. Perdere questo primato sarebbe davvero un delitto imperdonabile…
