NAPOLI-LIVERPOOL, DOMINA LA NOIA
NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio (75’ Zuniga), Pazienza, Gargano (82’ Yebda), Dossena; Hamsik (83’ Sosa) ; Lavezzi, Cavani.
LIVERPOOL (4-2-3-1): Reina; Kelly, Carragher, Skrtel, Konchesky (64’ Fabio Aurelio); Poulsen, Spearing; Jovanovic, Shelvey, Babel (76’ J. Cole); Ngog.
Arbitro:.Kirnhofer
Ammoniti: Skrtel (L) – Pazienza (N)
Recupero: 1’ p.t. – 2’ s.t.
Note: 60.000 spettatori
La partita della vita si chiude tra i fischi del San Paolo. Non che sia stata una disfatta, ma le aspettative erano tante ed il Napoli non ha regalato emozioni ai 60.000 accorsi a Fuorigrotta, così anche un pareggio 0-0 contro il blasonato Liverpool finisce per deludere il popolo partenopeo. Le stelle azzurre non brillano proprio nella serata più attesa, i reeds scendono in campo con tutta l’intenzione di portarsi in Inghilterra uno striminzito punticino, ed il risultato è l’ennesimo pareggio in Europa League dopo quelli altrettanto deludenti (sul piano soprattutto della prestazione) contro Utrecht e Steaua Bucarest. Questa sera si sarebbe potuto fare un passo decisivo verso i sedicesimi di finale, ed invece bisognerà sudare ancora per proseguire, considerando la difficile trasferta ad Anfield del 4 novembre. Nota negativa è la scarsa reattività di mister Mazzarri nel proporre una soluzione tattica che possa porre rimedio al principale difetto di questo suo Napoli: fare in modo di sfondare le barricate degli avversari che vengono al San Paolo con l’intento di imbrigliare gli azzurri chiudendo tutti gli spazi. Così una bella dose di camomilla ha trasformato la serata delle emozioni in un noioso show, con buona pace dei 60.000 del San Paolo.
LA PARTITA – Primo tempo a dir poco soporifero. Sin dai primi minuti le due squadre sembrano molto attente a non scoprirsi, ma è il Napoli che appare intenzionato a cercare di prender in mano la partita. Al 5° minuto Hamsik ruba palla sulla desta e cede a Gargano che mette al centro, ma Lavezzi è anticipato. Liverpool che propone una stucchevole circolazione di palla in orizzontale, con gli azzurri che si chiudono bene. Al 10° i reeds trovano il varco giusto e Babel si inserisce sulla sinistra, ma sbaglia il controllo e l’azione si conclude con un nulla di fatto. I due schieramenti si contrappongono con timore reciproco: il Liverpool non lascia spazi e gli azzurri evidenziano tutti i loro già noti limiti nella costruzione del gioco in spazi chiusi. Al 18° batti e ribatti in area degli inglesi, con Maggio e Cavani che cercano invano di insaccare il pallone alle spalle di Reina. L’esterno azzurro conferma anche questa sera di vivere un momento no, ed il trio delle meraviglie non punge: Hamsik non sembra ispirato e Lavezzi si intestardisce con azioni personali, Cavani non è messo in condizione di vedere la porta. I ragazzi di Mazzarri sono volenterosi ma confusionari e accusano il peso della partita, mentre il Liverpool agisce di rimessa. Al minuto numero 30 altro sintomo di una evidente tensione, con Lavezzi che spedisce clamorosamente in curva il più facile cross. Bisogna attendere il 32° per il primo tiro in porta della partita che sporchi i guanti ad uno dei portieri, con De Sanctis che blocca senza alcun problema. Al 40° gli uomini di Hodgson trovano un po’ di spazio in contropiede, ma Ngog spreca. Proprio allo scadere dei 45 minuti unico vero brivido della prima frazione di gioco ed episodio per la moviola: calcio d’angolo per gli azzurri, Cavani si libera in area e mette al centro per Hamsik che supera Reina ma un difensore salva sembrerebbe sulla linea, ma il Napoli protesta ritenendo che il pallone fosse entrato. I secondi quarantacinque minuti si aprono sulla falsariga dei primi: domina la noia, e l’unica attività sul rettangolo di gioco che sembra poter rapire il pubblico del San Paolo è, strano ma vero, il siparietto per la sostituzione della maglietta dell’attaccante Ngog. Al 55° finalmente una buona azione degli azzurri, con Gargano che lavora un buon pallone per Cavani, ma l’attaccante è disturbato al momento della conclusione, che finisce tra le braccia di Reina. Quattro minuti dopo Jovanovic conclude alto dal limite dell’area, ma un minuto più tardi è il Napoli a sfiorare il vantaggio: gran colpo di testa di Cavani su cross di Maggio, e pallone che sfiora il palo alla sinistra di Reina. Le due squadre cominciano ad allungarsi e sembra finalmente che possa arrivare il gol con il pocho che inizia a sfruttare qualche spazio lasciato dal Liverpool. I ragazzi di Mazzarri non mancano di volontà e provano a spingere sull’acceleratore proprio nel momento clou dell’incontro: al 67° Skrtel anticipa Cannavaro in calcio d’angolo. Ma solo due minuti più tardi è De Sanctis a fare il miracolo: Aronica pasticcia e si fa soffiare il pallone sula trequarti, Babel si inserisce in una prateria ma il portiere azzurro impedisce che il suo diagonale termini in rete con un grande intervento di piede. Mazzarri cerca il guizzo vincente inserendo forze fresche, con Zuniga, Yebda e Sosa che entrano in campo al posto di Maggio, Gargano ed Hamsik. Cambiano gli interpreti ma non il risultato: nei minuti finali gli azzurri tentano l’arrembaggio finale, ma al triplice fischio è 0-0. L’avversario era sicuramente di quelli tosti e, soprattutto, esperto. Ma Dopo tanta attesa la piazza chiedeva qualcosa in più.
