MARKO PEROVIC: IL GIROVAGO DELLA PROVVIDENZA
Marko Perovic nasce a Leskovac in Jugoslavia (attualmente città della Serbia) il 24 Marzo 1972 sotto il segno dei pesci. Centrocampista centrale dotato, almeno così si dice, di buoni piedi e ottima predisposizione all'inserimento offensivo. Perovic inizia la sua carriera tra le file del Vojvodina dove colleziona in quattro stagioni 66 presenze e 10 gol tra 1990 e il 1994; dopo l'ultima ottima stagione arriva il salto di qualità e si accasa alla Stella Rossa di Belgrado dove ci resterà per una sola stagione con 33 presenze e 8 gol. Le sue prestazioni richiamano all'attenzione Gigi Simoni che nell'estate del '95 lo porta in Italia per consegnargli le chiavi del centrocampo grigio-rosse della Cremonese: la prima stagione lo vede presente 25 volte con 5 gol in massima serie, ma non basta ad evitare la retrocessione. Nella stagione seguente, in Serie B, porta 21 presenze e 3 gol prima di trasferirsi in Olanda al Vitesse. Nelle paese dei "tulipani" ci resta due stagioni con 40 presenze e 14 gol prima di provare l'esperienza spagnola con la maglia dello Sporting Gijon dove timbrerà appena 12 volte il cartellino delle presenze senza segnare alcun gol. Cambia aria e passa all'Austria Vienna nell'estate del 2000 dove giocherà solo 9 volte segnando 1 gol prima di tornare in Serbia per vestire la maglia del Rad Belgrado (15 presenze e 3 gol).
Il richiamo italiano è sempre forte e così tramite Berti, il suo procuratore, strappa un contratto all'Ancona che sogna il ritorno in massima serie: nella sua prima stagione in maglia biancorossa in cadetteria, Perovic colleziona 30 presenze marcando 6 reti aggiudicandosi tanti applausi dalla critica mediatica che lo porta nella Top 11 di categoria; nella stagione seguente in Serie A gioca solo 6 gare prima di tentare il grande lancio del nostro calcio.E' il Gennaio del 2004, il Napoli di Salvatore Naldi cerca di progettare il ritorno nel calcio che più gli compete, ma le magie di Andrea Agostinelli finiscono praticamente subito lasciando il posto a Gigi Simoni nel mese di Novembre. Simoni torna sulla panchina azzurra a distanza di sette anni e chiede vivamente all'allora direttore sportivo, Giorgio Perinetti, un acquisto per il suo centrocampo: Marko Perovic. Era un Napoli agonizzante quindi tali nomi non creavano tanto scompiglio ma restavano nell'assoluta indifferenza nonostante la trattativa fu lunga e complicato, manco si stesse acquistando Ronaldinho o Tevez. Il centrocampista serbo, nonostante tutto, arriva a Napoli all'età di 31 anni e se il tecnico Simoni ne vede una sorta di "Albertini avanzato", Napoli lo riconosce come la brutta copia di Asanovic, il che è tutto dire. L'inizio è roboante: il 23 Gennaio 2004, Perovic fa il suo esordio al San Paolo di fronte a quasi 15 mila spettatori contro l'Hellas Verona; il primo tempo è disastroso (0 a 2 per il Verona), ma la ripresa e tutt'altra storia con Perovic che sigla una clamorosa doppietta chiudendo il match sul 2 a 2. Sembra essere nata una stalla in ritardo, ma Perovic si rivedrà in gol solo a metà Maggio per il momentaneo 1 a 1 con il Catania (2 a 3 il risultato finale) poi nulla più. Il Napoli chiuderà tredicesimo prima vivere il dramma del fallimento per poi ripartire dalla Serie C1 con De Laurentiis e Marino. Proprio dalla terza serie riparte anche Marko Perovic e precisamente da Grosseto: ci resta per una stagione e mezza con 31 presenze e 2 gol, nel Gennaio del 2006 passa alla Pistoiese dove giocherà per 10 gare senza reti. Torna in patria dove chiude la carriera alla veneranda età di 36 anni.Perovic è stato uno dei grandi fiaschi di un Napoli che, a quei tempi, sembrava gradire e tanto il nettare che riempiva un fiasco preparandosi a chiudere una storia di ottant'anni; in quanto al centrocampista serbo ne resta un ricordo senza infamia e senza gloria anche perchè di glorioso da ricordare in certe situazioni c'è ben poco…
