MARADONA HA 50 ANNI !
Frase fatta: sembra sia trascorso un breve periodo dall’estate del 1984, dall’arrivo a Napoli del Pibe de oro Invece gli anni sono molti e l’interessato compie oggi 50 anni. Che cosa di nuovo o di altro si può dire, in questa circostanza, di un giocatore che si è inserito subito e perfettamente nella realtà napoletana assorbendone tutti i caratteri positivi, ma, ahimè, anche quelli negativi? Di un giocatore che un po’ tutti qualificano in assoluto come il migliore di tutti, con buona pace del grande Pelè che, è vero ha vinto di più, ma giocava in squadre di ben altro spessore di quelle che giostravano intorno a Diego? Di una persona che ancora oggi è ricordata con nostalgia dai suoi compagni, a loro volta personaggi famosi come Ferrara o Bagni?Forse è il caso di ricordare che fin dall’inizio, dal suo arrivo nella città di Partenope, tutti abbiamo avuto la sensazione di vivere momenti che sarebbero stati irripetibili. Napoli aveva festeggiato, negli anni, altri arrivi di personaggi calcisticamente eccezionali: pensiamo all’entrata in campo di un giovanissimo Vinicio, o all’estate del 1965, all’aeroporto di Capodichino allo sbarco di Altafini, o alla stazione di Mergellina quando una folla festante salutò Sivori. Ma per Maradona, tutto è stato diverso, per la fama che già allora circondava il Pibe, e per gli alti e bassi che avevano caratterizzato la trattativa con il Barcellona che solo sul filo di lana si era conclusa positivamente, il 30 giugno 1984, ultimo giorno utile, quando ancora il 29 ogni speranza sembrava svanita.I Napoletani appassionati della maglia azzurra ricordano perfettamente le imprese, i colpi geniali, le giocate fantastiche di chi oggi è arrivato al mezzo secolo, quindi non è il caso di ripercorrere quei momenti. Invece possiamo farci due domande: che cosa Napoli ha dato a Maradona, che cosa l’Argentino ha dato a Napoli.Quanto al primo interrogativo, possiamo tranquillamente dire (sono trascorsi tanti anni e il tempo ha smorzato le passioni del momento) che la città tutta, non solo i tifosi, lo ha circondato di un affetto che solo i Napoletani sono in grado di dare, un affetto vero, totale, “senza se e senza ma”, immune da critiche o ripensamenti, anche quando un atteggiamento diverso sarebbe stato giustificato. E, questo, al di là delle notazioni di colore o delle esagerazioni su cui gli sprovveduti si concentrano come quando rievocano gli “altarini” delle strade con l’immagine del campione.Più facile rispondere all’altra domanda. Maradona, calcisticamente, ci ha dato tutto: le vittorie, gli scudetti, i trionfi su tutti campi in Italia e all’estero. Con lui, il Napoli ha imposto a tutte le squadre il segno della sua superiorità e della sua classe.
Un solo ricordo dell’età dell’oro del calcio a Napoli che ha visto il Pibe protagonista assoluto.Il 1° settembre del 1990, sconfiggendo con un clamoroso 5 a 1 la Juventus di Roberto Baggio, gli Azzurri conquistarono la Super Coppa Italiana. Questo risultato rappresentò il canto del cigno di una squadra forse irripetibile nella quale, con la guida di Maradona, si era realizzato un eccezionale mix di interpreti, ciascuno dei quali, rispettivamente, aveva espresso su tutti i campi d’Italia ed all’estero sublime arte calcistica, capacità tecnica, agonismo, dedizione verso i compagni e la squadra. Quella compagine, in definitiva, aveva rappresentato per il tifoso napoletano anche il segno del riscatto dopo tante delusioni subite sul rettangolo verde all’Arenaccia, al Vomero, al San Paolo. Anche per questo, grazie Diego!
