LE REGOLE DEL CALCIO: ARTICOLO 3- IL FALLO DI MANI

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Siamo ancora nell’attualità della partita del “Monday night” dove l’episodio determinate è stata la seconda ammonizione comminata a Pazienza e, di conseguenza, la sua espulsione. Ci è capitato di sentire diversi commenti ma la cosa che più ci ha fatto sorridere è stata la soggettività con la quale si fanno le valutazioni.Allenatori, ex arbitri e giornalisti sportivi si sono confrontati nei salotti della TV con i propri punti di vista e con quelli altrui entrando in una diatriba senza fine. In realtà, come abbiamo detto negli articoli precedenti, la soggettività dell’interpretazione è stata eliminata quando è sopraggiunto il famoso Regolamento.

 

Allora, rivisitiamolo in merito al fallo di mano e cerchiamo di fare chiarezza. Un fallo di mano implica il contatto volontario tra il pallone e la mano o il braccio di un calciatore. Per stabilire la volontarietà, l’arbitro deve prendere in considerazione i seguenti criteri:

• il movimento della mano in direzione del pallone (non del pallone in direzione della mano);

• la distanza tra l'avversario e il pallone (pallone inaspettato);

• la posizione della mano, che non implica necessariamente che ci sia un'infrazione

• il toccare il pallone con un oggetto tenuto nella mano (come indumenti, parastinchi ecc.) è considerato come un'infrazione alla stregua di un fallo di mano;

• il colpire il pallone lanciando un oggetto (scarpa, parastinchi ecc.) è da considerarsi un infrazione alla stregua di un fallo di mano.

 

Un calciatore che tocca volontariamente il pallone con la mano deve essere ammonito per comportamento antisportivose ad esempio:

• tocca il pallone volontariamente e platealmente con la mano per impedire ad un avversario di entrarne in possesso.

• tenta di segnare una rete toccando volontariamente il pallone con la mano.

Tuttavia un calciatore sarà espulso se impedisce la segnatura di una rete o un'evidente opportunità di segnare una rete toccando volontaria mente il pallone con la mano.

 

A leggere il regolamento allora il provvedimento del signor Rizzoli nei confronti di Pazienza ci può stare ma se leggiamo le spiegazioni accessorie ci accorgiamo che la sanzione non è dettata dal fatto che il calciatore ha toccato volontariamente il pallone con la mano, ma dall'intervento sleale che propizia un'azione favorevole alla propria squadra, o ne impedisce una agli avversari.Entrando nel merito, l’architetto bolognese, ha ritenuto che il tocco, sicuramente plateale e volontario di Pazienza con il braccio, sia stato passibile di un comportamento antisportivo teso a sfavorire un’azione efficace della squadra avversaria. Qui, purtroppo, si entra nei “bug” regolamentari perchè ci si affida alla libera interpretazione del direttore di gara e tutto ciò porta a difformità di giudizio “inter arbitrali” che generano le polemiche sentite negli ultimi giorni. 

 

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