LA STORIA DEL 2° SCUDETTO AZZURRO (III PARTE)
Ventunesima giornata: 21 gennaio Scende a Napoli, fortemente rimaneggiato, il Verona di Osvaldo Bagnoli, con la squadra già in precaria posizione di classifica. Anche senza Careca per la terza gara consecutiva gli Azzurri non hanno problemi a sbarazzarsi dei rivali di giornata che pure presentano tra i pali un portiere come Angelo Peruzzi. Un autogol al 16° ed un pezzo di bravura di Diego al 43° sanciscono senza appello il 2 a 0 finale perché i padroni di casa controllano agevolmente nella ripresa gli sterili attacchi rossoblù. Nel match spareggio tra le seconde, vittoria dell’Inter sulla Sampdoria grazie ad una doppietta di Matthaus; anche il Milan, giunto al quinto successo di fila non perde colpi e si impone con il medesimo punteggio “all’inglese” in quel di Udine con due centri del “Cigno di Utrecht”, al secolo Marco Van Basten. Il campionato ha assunto, a questo punto della stagione, la sua precisa fisionomia: è scontro tra Napoli e Milan.
Ventiduesima giornata: 28 gennaio Strana era l’atmosfera allo stadio di Firenze in quella fredda e ventosa domenica di pieno inverno. A causa di una forte contestazione della tifoseria viola nei confronti della dirigenza, l’intera curva Fiesole, cuore del tifo gigliato, era quasi completamente vuota. Contro una squadra forse spaesata per l’insolita situazione, gli Azzurri non incontrarono particolari difficoltà nell’impostare ed imporre il proprio gioco. Aiutati anche dalla buona sorte (traversa del ceco Kubik con palla rimbalzata forse dentro la linea), il Napoli passa in vantaggio con Luca Fusi, giocatore tanto umile, quanto bravo ed efficace per il gioco della squadra. Vani furono gli sforzi di Baggio e Dunga (si, proprio l’attuale trainer del Brasile) per raddrizzare il risultato. L’1 a 0 non cambiò e soltanto il palo impedì a Maradona di raddoppiare con una magica punizione dal limite dell’area fiorentina. Il Milan tiene sempre il passo della capolista con l’identico punteggio battendo il Genoa grazie a “Provvidenza” Massaro, mentre l’Inter è sconfitta, con un gol molto contestato nel derby d’Italia di Torino, dalla Juve e così scivola in classifica a meno 4 e lascia agli odio-amati cugini Rossoneri il ruolo di battistrada degli inseguitori. Il Milan, infatti, è a meno tre ed ha una partita da recuperare. A Napoli si comincia a temere di assistere al replay del 1988.
Ventitreesima giornata: 4 febbraio Alla vigilia dello scontro-verità tra Milan e Napoli, in programma per la domenica successiva a San Siro, la classifica è questa: Napoli 34 punti, Milan 31, ma come abbiamo appena ricordato Baresi e company, avrebbero recuperato il giorno 7 febbraio la gara con il Verona. Il Napoli ebbe un compito relativamente facile con la Cremonese dell’ex Burgnich, rimandata a casa con il pesante fardello di un 3 a 0. In gol andarono prima Alemao al 24°, poi Maradona che dette l’ennesima dimostrazione della sua immensa classe con una prodezza balistica su punizione al 33°, infine, ancora Diego che, su passaggio filtrante di Mauro, realizza la sua doppietta al 67°. Deciso il match anzitempo, il pubblico del San Paolo comincia a seguire con appassionato interesse le notizie provenienti da Perugia dove, in campo neutro, era in programma Fiorentina – Milan. In un primo momento, il sentimento dei presenti fu di euforia per il 2 a 0 dei Viola; poi subentrò lo scoramento per il sorpasso meneghino firmato da Evani e da Van Basten due volte che dette a Sacchi l’insperato 3 a 2, grazie al quale i Rossoneri riuscirono a tenere il passo dei Partenopei. Inter e Sampdoria, fermate sul pari rispettivamente dall’Ascoli e dall’Atalanta, erano ormai lontane. Lotta a due, quindi, ma ecco tre giorni dopo la sorpresa: il Verona di Bagnoli, imponendo ai Campioni d’Europa lo 0 a 0, ferma a sette la striscia di vittorie consecutive dei predetti Campioni. Riepilogo: alla vigilia della partitissima di San Siro, scongiurato il pericolo del sorpasso, il Napoli è a 36 ed il Milan a 34.
Ventiquattresima giornata: 11 febbraio In una tipica giornata dell’inverno meneghino (nella ripresa verranno anche accesi i riflettori) il Napoli non riesce mai a trovare la luce facendosi superare senza alcuna attenuante dal Milan, sia sul piano del gioco che per il risultato, subendo un 3 a 0 che non ammette repliche. Perde, così il primato solitario in classifica che durava, ininterrotto, dalla settima giornata. Dopo aver mantenuto lo 0 a 0 per tutto il primo tempo, salvandosi talvolta in maniera rocambolesca (salvataggio avventuroso sulla linea di Baroni) al 47° Giuliani subisce il primo gol su colpo di testa di Massaro. Gli Azzurri, andati vicino alla rete solo nel primo tempo, cercano di reagire, ma in quella giornata la supremazia della Sacchi-band continua ad essere schiacciante ed a nulla servono gli ingressi in campo di Zola e dell’acciaccato Careca. Il Milan, prima colpisce il palo con Rjjkaard, poi raddoppia con Maldini, sempre di testa, al 71°, dopo un altro legno centrato sempre da Rjjkaard. In una giornata come quella non poteva mancare il sigillo di Van Basten che a quattro dal termine porta a tre il punteggio per i suoi. Particolare curioso: anche il tre volte “pallone d’oro” realizza di testa, il che mette in evidenza, ancora una volta, quello che era il vero e proprio tallone d’Achille della squadra azzurra edizione 1989 –’90. La squadra di Sacchi aggancia in tal modo il Napoli a quota 36, con Inter a Samp sempre staccate a cinque lunghezze. Il fantasma del 1988 sembra prendere corpo!
Venticinquesima giornata. 18 febbraio Si mette male il match del riscatto al San Paolo con la Roma, perché, dopo solo quattro minuti, una bomba di Nela su punizione porta in vantaggio i Giallorossi. Maradona e company si gettano in avanti con rabbia e, tra l’altro, Diego viene tartassato dal suo diretto marcatore Pellegrini che alla fine del primo tempo viene espulso. Malgrado il vantaggio numerico, anche per alcune belle parate del portiere Cervone (napoletano di Brusciano), l’intervallo vede ancora in vantaggio i Capitolini. Ad inizio ripresa, al 53°, arriva il meritato pareggio: Crippa viene falciato in area e Maradona non sbaglia il penalty dell’1 a 1. Al 62°, con un tiro alla “Mortensen” quasi dalla linea di fondo, Careca realizza lo splendido gol del 2 a 1 . La Roma è allo sbando e al 72° l’impareggiabile Crippa viene di nuovo atterrato in area, stavolta da Cervone, e Diego implacabile trasforma ancora dal dischetto per il 3 a 1 finale. Gli Azzurri dimostrano così di non essere ancora morti e di voler lottare sino alla fine contro il Milan la cui marcia sembra inarrestabile verso il tricolore. Maldini e company, infatti, vincono la loro partita per 2 a 1 rispondendo in tal modo al Napoli. Inter e Juve inseguono sempre a meno cinque, a solo nove giornate dal termine. Lo scudetto è un discorso limitato soltanto a Napoli e Milan.
Ventiseiesima giornata: 25 febbraio Curiosamente, neppure il “grande” Napoli di quegli anni è riuscito a sfatare l’avversa tradizione che da sempre accompagna le prestazioni degli Azzurri quando sono di scena alla così detta “Scala del calcio”, questa volta sponda interista. Neppure in quel giorno di febbraio la tradizione cambiò il suo corso, anche se Careca, dribblando in successione ben tre avversari, riuscì a realizzare uno splendido gol dopo solo sette minuti di gioco. Troppo spesso, quando facciamo riferimento ai grandi bomber stranieri sbarcati in Italia, dimentichiamo quanto sia stato bravo, serio, convincente sul campo e fuori il buon Antonio, rimasto esemplarmente semplice e cordiale con tutti. Approfittando anche dell’assenza di Maradona, rimasto a casa perché bloccato dal mal di schiena l’Inter si gettò in avanti a testa bassa alla ricerca del pareggio, ma Ferrara e compagni riuscirono a mantenere inviolata la porta napoletana fino al riposo. Nella ripresa, però, l’urto nerazzurro guidato dai panzer tedeschi Matthaus, Brehme e Klinsmann riuscì nella non facile impresa di segnare ben tre gol in appena dieci minuti. Al 49°, forse spinto alle spalle, Ciro Ferrara trafisse il proprio portiere Giuliani che solo quattro minuti dopo fu costretto a raccogliere la sfera in fondo al sacco su colpo di testa di Klinsmann. Lo stesso teutonico propiziò il 3 a 1 finale al 58° dopo una fuga solitaria: tiro respinto corto da Giuliani, successiva ribattuta vincente di A. Bianchi. Il povero Napoli, stordito da tanta veemenza, riuscì a rendersi pericoloso solo con una fucilata di Alemao respinta alla grande da Zenga.In solo due gare, furono ben sei le reti incassate a San Siro (di queste cinque di testa). Dopo San Siro, il primato in classifica è perduto, visto che il Milan si impone come un rullo compressore sul campo della Roma per 4 a 0. La classifica, al termine della giornata così recitava: Milan 40; Napoli 38; Inter 35. Non solo la retroguardia azzurra, ma tutta la squadra ebbe una brusca flessione nel secondo tempo di Milano. Contro i Rossoneri così in forma e motivati, sembrava tutto finito. Invece……
Ventisettesima giornata: 4 marzo Contro il Genoa, ecco in campo dal primo minuto Gianfranco Zola in sostituzione dell’acciaccato Maradona, ancora assente a causa del mal di schiena “ballerino”. Nella stessa giornata il Milan è impegnato in casa con il fanalino di coda Ascoli, quindi non può assolutamente perdere terreno. A Napoli il primo tempo si conclude sullo 0 a 0 , risultato che evidenzia in maniera impietosa il momento di scarsa vena della “Banda Bigon”, dopo le due disastrose trasferte milanesi. All’inizio del secondo tempo le radioline dell’epoca danno una notizia che provoca una violenta scarica di adrenalina negli spettatori: l’Ascoli sta vincendo a Milano! Il pubblico carica la squadra di casa che già al 46° va in gol con Francini, un altro degli eroi “silenziosi” di quell’indimenticabile compagine. Il gol è realizzato al termine di una furiosa mischia nell’area genovese. A questo punto, la classifica è questa:Milan e Napoli in testa a 40 punti. Intanto a San Siro il Milan ha ribaltato il punteggio ed è ritornato in testa con due punti di margine. Al San Paolo, a dieci minuti dal termine succede quello che non ti aspetti: in contropiede, l’uruguaiano Paz, con un tocco vellutato, pareggia! Una parte del pubblico comincia a contestare, ma gli Azzurri, sferzati dal gol avversario, ritrovano grinta e coraggio e al 90° più qualche secondo trovano la rete del 2 a 1 finale, grazie ad un’acrobazia del piccolo grande Zola che risolve un’intricata mischia nell’area piccola. Al termine della giornata il Milan è ancora a due punti, ma il calendario prevede per il Napoli una doppia, insidiosa trasferta: Lecce e Sampdoria.
Ventottesima giornata: 11 marzo Finalmente il Milan cade ed anche in modo fragoroso, non accadeva dal 29 ottobre. I Rossoneri, nella circostanza, sono vittime del micidiale contropiede della Juve con un 3 a 0 finale firmato Schillaci e Rui Barros. Il Napoli, dal canto suo, approfitta solo in parte dell’inatteso crollo milanista e non va oltre l’1 a 1 in casa dell’arcigno Lecce guidato da “Magara” Mazzone. Dopo aver sonnecchiato per tutto il primo tempo (giova ricordare, tra l’altro, che Careca è ancora fuori per infortunio) gli Azzurri si scuotono anche per le buone notizie che arrivano dal Comunale di Torino, struttura ormai prossima al pensionamento che verrà sostituita dal “Delle Alpi”. Al minuto 54, su preciso e vellutato cross di Mauro, Carnevale va in gol con un bel pallonetto di testa che sorprende il pur bravo ed esperto Terraneo. Il Napoli continua a premere ma l’inesauribile Crippa spreca la ghiotta occasione del raddoppio. La vecchia regola: “ la squadra che spreca viene punita” trova applicazione anche in quel di Lecce. I padroni di casa prendono in velocità Baroni e company e sorprendono gli ospiti con Pasculli, paesano e grande amico di Maradona, quindi risultato finale 1 a 1. A fine gara, proprio il capitano azzurro ringrazia la Juve, anzi come diceva lui la Giuve, per il favore ricevuto. Anche se con il rimpianto dell’occasione perduta, il fatto di aver dimezzato lo svantaggio fa rifiorire il debole fiore della speranza nel clan napoletano.
Ventinovesima giornata: 18 marzo Il più bel Napoli della stagione subisce immeritatamente la quarta ed ultima sconfitta del campionato in casa della Sampdoria “ye-ye”, colpevole in primis il futuro portiere della Nazionale Pagliuca autore di ben cinque prodigiosi interventi che impediscono al Napoli di agganciare in testa il Milan, sconfitto nel derby con l’Inter per 3 a 1. Finalmente con la formazione al completo, Maradona e company si riversano in avanti già al fischio d’inizio ma, come all’andata, ad andare in gol è Beppe Dossena con un bell’esterno da fuori area al 37°. Il Napoli non si perde d’animo ed al 50° ritorna in parità con un piatto destro, maligno quanto telecomandato, di Careca. I “Nostri” insistono perché la voglia di sorpassare il Milan è troppo forte ma “Popeye” Lombardo di testa (ancora una volta) fissa il risultato sul 2 a 1 finale, grazie, come si è detto, allo sfoggio di prodezze di Pagliuca . I Blucerchiati ora sono terzi a quota 38, insieme a Juve ed Inter mentre Milan e Napoli restano, rispettivamente, a 42 e 41 punti. Si prospetta un finale di campionato al cardiopalma con un Milan che appare in calo dopo il lungo inseguimento ( e con l’impegno gravoso della Coppa dei Campioni) e gli Azzurri che sembrano aver ritrovato lo smalto di inizio stagione. Ed ora si attende la Juve al San Paolo…………….
