IL PROGETTO C’E’
C’è un po’ di rammarico per come sono andate le cose al Franchi. Non per il risultato, ci mancherebbe altro, un punto a Firenze è sicuramente preziosissimo e peserà senz’altro alla fine del campionato. Piuttosto c’è una sensazione di carpe diem mancato, quella consapevolezza che chiudendola al momento giusto la partita poteva finire in maniera diversa, con un successo degli azzurri. E per quanto visto nel primo tempo nessuno avrebbe potuto gridare al furto. La prima frazione di gara ha messo in mostra un Napoli che, se rappresenta la squadra che ha in cantiere Mazzarri, quest’anno ci farà divertire parecchio. Fraseggi nello stretto, aperture improvvise sulle linee laterali, il pallone mai buttato via: roba che a Napoli non si è mai vista perché non c’è mai stato un progetto tattico così lineare e consapevole. Cavani è il tassello perfetto per una squadra che non vuole dare punti di riferimento agli avversari, rapido e imprevedibile molto più di Quagliarella. Forse rispetto allo stabiese la giocata di fino non è nelle sue corde, ma lo spirito di sacrificio è encomiabile e la concretezza sotto porta gli fa molto meno difetto del predecessore. Dossena è un mastodonte sulla sinistra, erano millenni che il Napoli non vedeva un esterno di questa portata, capace di spingere fino al fondo con una costanza e una personalità fuori dal comune. Il piede è educato e quando entrerà definitivamente in condizione il buon Andrea diventerà il padrone assoluto della corsia mancina, un messaggio anche per Prandelli che sembra non essere troppo interessato alle vicende partenopee. Manca ancora il miglior Hamsik, oggi Marek sembrava un corpo estraneo, avulso dalla manovra ai limiti dell’irritante. Forse il vero equivoco tattico di questa squadra è proprio lui, se capirà bene cosa gli chiede il tecnico sarà l’ago della bilancia, l’indispensabile raccordo fra centrocampo e attacco.
È un punto prezioso ma al di là della classifica il motivo principale per sorridere viene proprio dalle potenzialità lasciate intravedere dai ragazzi terribili azzurri. Alla faccia di chi non ha creduto in questo progetto, andando a prendersi soldi e gloria altrove, ed è stato “accolto” con una sconfitta che non può non far crogiolare i tifosi traditi. Il sorriso si trasformerà in una sonora risata se a fine stagione il Napoli si ritrovasse (di nuovo) sopra la Juve. Ora però bisogna sfruttare gli ultimi giorni di mercato. Bigon chiuderà con almeno altri due o tre acuti, qualche elemento prezioso per rimpinguare la rosa. È un assunto imprescindibile da cui partire in una stagione così ricca di impegni. Poi se arriverà il colpaccio vero, quello in grado di zittire un pubblico ancora scottato dalla vicenda Quagliarella, il quadro sarà completo, e dalle parti del San Paolo si potrà veramente iniziare a sognare.
