FRANCINI:"INDIMENTICABILI LE MIE RETI NELLA UEFA VINTA, QUELL’ANNO ELIMINAMMO TRE TEDESCHE!"
“ Io ho un ricordo indelebile : qualsiasi avversario affrontassimo, ogni volta che salivo le scalette del S. Paolo che davano in campo, inevitabilmente si scorgeva lo stadio pieno, ricco di gente, di colori e di passione. E ogni volta, era sempre più bello… " Giovanni Francini, terzino d’ assalto con il vizio del gol, ha disputato ben sette stagioni all’ ombra del Vesuvio ( 1987 –1994 ), con 184 presenze e 10 gol, ultimo insieme a Ciro Ferrara e Giancarlo Corradini dei protagonisti del “ Grande Napoli “ a lasciare la squadra azzurra all’ indomani della qualificazione in Coppa Uefa ottenuta con Marcello Lippi allenatore. Proprio Francini, fu uno dei grandi protagonisti della storica vittoria ottenuta in Coppa Uefa nel 1989, ed oggi che il nostro amato Napoli tornerà finalmente a calcare i palcoscenici d’ oltre frontiera, ci è sembrato doveroso contattarlo per un revival di quella formidabile impresa. “ L’ istantanea che mi torna di soppiatto alla mente di quella vittoria, è il fiume di gente che trovammo a Capodichino a notte fonda di ritorno da Stoccarda. Quasi non riuscivamo a scendere dalla scaletta dell’aereo, con la pista letteralmente invasa dai tifosi. Già in Germania comunque avevamo giocato praticamente in casa, tanto che le bandiere azzurre sembravano ( anzi lo erano ! ) di numero maggiore rispetto a quelle tedesche. All’ epoca non c’ era l’ usanza del giro trionfale con il pullman scoperto, ed inoltre appena quattro giorni avevamo l’ impegno di campionato con il Torino ( che battemmo per 4 –1 ). Fu allora che mostrammo al pubblico la coppa, naturalmente con Ferlaino e Maradona in testa. “. “Ebbi anche la fortuna di realizzare due gol, entrambi con il Lokomotive di Lipsia, esponente di spicco della fu Germania est, compagine ostica come poche. All’ andata finì 1 –1, e dopo essere passati in svantaggio, raggiungemmo il pareggio grazie ad un mio tuffo vincente di testa, su cross dell’ ineguagliabile Careca. A Napoli feci di nuovo centro dopo soli due minuti, ed a quel punto, non trovammo soverchie difficoltà ad imporci per 2 –0. Poi, vennero la Juventus, il Bayern Monaco, e dulcis in fondo, lo Stoccarda… “
Rimarrà indimenticabile la sua esperienza sotto il Vesuvio. “ Per me Napoli resta una delle più belle città del mondo, ho avuto la fortuna di giocare con il più forte giocatore del mondo e di aver avuto dei compagni fantastici. Non è retorica per me affermare, in tutta sincerità, che Napoli e i napoletani resteranno sempre nel mio cuore. Era bellissimo poi giocare in trasferta, ed avere la sensazione di essere al S. Paolo, con migliaia di tifosi che ci seguivano dappertutto, ad ogni latitudine “. Io venivo dal Torino, che pure come si sa, ha una tifoseria calda e passionale. Ma penso che difficilmente, un calciatore può provare altrove quello i brividi che vive a Mergellina . Sembrava ormai fatta nel 1987 il mio passaggio alla Roma di Dino Viola, ma all’ ultimo la mia strada prese un’ altra direzione, forse perché assieme a me, dal Torino arrivò pure Luciano Moggi. All’ epoca la sentenza Bosman era ancora al di là da venire, ed i calciatori non avevano il potere contrattuale di oggi. Io comunque fui contentissimo d’ approdare in riva al golfo, visto che gli azzurri erano campioni d’ Italia. Andai subito in rete in coppa Campioni contro il Real Madrid, ma purtroppo non servì alla qualificazione. Forse il gol che più è rimasto nel cuore dei tifosi, è quello realizzato alla Roma, nel famoso match pareggiato in 9 contro 11. Svettai da solo all’ altezza del dischetto del rigore, e per Tancredi non ci fu nulla da fare “.
Ora Giovanni Francini vede roseo il futuro azzurro. "Mi fa molto piacere che sia tornato un certo entusiasmo in Città, e del resto con un presidente come De Laurentiis, ed un allenatore come Mazzarri, il futuro non potrà che diventare ancora più roseo di come è adesso. Era ora che il pubblico partenopeo venisse ripagato dopo tanti anni, della sua impagabile passione . Lasciata l’ attività agonistica, sono tornato nella mia Toscana, e precisamente a Viareggio, ma non sono rimasto nel mondo del pallone, preferendo senza rimpianti, di continuare a seguire il mondo del pallone dal piccolo schermo. Naturalmente, sempre con un occhio di riguardo al mio vecchio Napoli."
