FIORENTINA- NAPOLI 18-01-70 (1-2)
Bruno Pesaola avrebbe dato l’ anima pur di vincere uno scudetto a Napoli, ma sia da giocatore, che da tecnico, non è mai riuscito a provare quella che per lui, sarebbe stata forse la più grande gioia della sua vita . Quel magico triangolino tricolore non gli è però sfuggito a Firenze, quando diresse magistralmente la giovane pattuglia viola, a vincere uno scudetto a sorpresa nella stagione 1968 –’69, appena sbarcato da Napoli, dove era arrivato 2° ( a nove punti dal Milan di Rocco e Rivera ) l’ anno precedente. Curiosamente, Napoli e Fiorentina si scambiarono gli allenatori, visto che a Napoli arrivò Beppone Chiappella ( scomparso di recente ), vero e proprio “ alter ego “ di Pesaola per la Fiorentina, prima giocatore ( capitano dello scudetto 1956 ), e poi tecnico sia delle giovanili che della prima squadra. Abile a trattare con i giovani, era stato l’ ideatore della cosiddetta “ Fiorentina yè –yè “, ricca di elementi di qualità di verde età, dai 20 ai 27 anni. Chiappella allenò De Sisti, Chiarugi e c. sino all’ autunno del 1967, e , ironia della sorte, l’ “erede “ Pesaola conquistò il secondo ( e fino ad ora ultimo ) scudetto della storia viola. Nel campionato seguente ( poi vinto dal Cagliari di Gigi Riva ), lo scontro in riva all’ Arno fra i due grandi “ ex “ avvenne il 18 gennaio, seconda giornata del girone di ritorno. La Fiorentina era ancora in piena corsa verso lo scudetto – bis, 2° in compagnia della Juventus a soli tre punti dai futuri campioni guidati in panchina dall’ indimenticabile Scopigno, detto il “ Filosofo “. Ma anche la classifica del Napoli non era niente male, quinto in compagnia di Torino e Milan con 18 punti ( Pesaola era a quota 21 ). Vale la pena di ricordare le formazioni di quel giorno, piena di nomi che hanno tatuato in maniera indelebile la storia del nostro calcio italiano degli anni ’60 e ’70. Agli ordini del famoso arbitro Sbardella di Roma, in un bel pomeriggio soleggiato, la Fiorentina si schierò con : Bandoni, Pirovano e Longoni. Esposito, Ferrante, Brizi. Rizzo, Merlo, Maraschi, De Sisti e Chirurgi. Il Napoli rispondeva con : Zoff, Monticolo e Pogliana. Zurlino, Panzanato, Bianchi. Hamrin, Juliano, Manservisi, Improta e Canzi. Come si potrà notare, fra gli azzurri mancava la stella di Altafini, fermo per infortunio. . Fortunatamente però, non si avvertì affatto la mancanza di Josè, magnificamente sostituito da Manservisi. Sostenuto dal tifo di 10.000 appassionati, il Napoli prende in mano le redini del gioco, esprimendo una netta superiorità a centrocampo. Al 39° del primo tempo si sblocca il risultato. Per fallo di Brizi su Manservisi, dai 25 metri Juliano batte la punizione a favore di Bianchi. La palla ha un rimbalzo strano e si alza in aria radente bassa. Il futuro condottiero del primo Napoli campione d’ Italia non ci pensa su due volte, e d’ esterno sferra una fantastica botta che si insacca nel “ sette “ all’ angolo opposto a quello di tiro. Alla fine del primo tempo quindi : Fiorentina 0 – Napoli 1. Al 50° gli azzurri raddoppiano su rigore, concesso ancora per un’ irregolarità in area commessa da Brizi su Manservisi. Freddamente raddoppia il “ Baronetto di Posillipo “ al secolo Gianni Improta, grande quel giorno, ad annullare dal campo Ciccillo Esposito da Torre Annunziata. I viola però non si arrendono, ed al 61° riaprono i giochi con un colpo di testa vincente del libero Ferrante. La gara s’ infiamma, i campioni spingono forte in cerca del pareggio, ma è una grande parata di Zoff che nel finale nega ancora a Ferrante la gioia della doppietta personale. Fra cori incessanti de “ ‘O surdato innamorato “ dei tanti “ aficionados “ di fede azzurra, il punteggio non mutò più : Fiorentina 1 –2 Napoli. Sicuramente al fischio finale, Chiappella pensò : “ La vendetta è un piatto che si gusta freddo…”. Quella sconfitta pregiudicò in modo quasi definitivo la rincorsa di Pesaola al Cagliari, tanto che a fine stagione i viola si classificarono quinti, a 9 punti dal Cagliari. Il Napoli si piazzò appena un posto dopo ( il 6 ° ), a cinque punti dai toscani. Un risultato più che soddisfacente per il primo Napoli ( dall’ inizio ) di Corrado Ferlaino. Per finire : erano passati ben 23 anni e 40 giorni dall’ ultima vittoria partenopea a Campo di Marte ; avvenne il 2 dicembre 1946 per 1 –0 con una rete di Egidio Di Costanzo la cui scarpa, a mo’ di trofeo, fu esposta addirittura al bar del Vasto. Potenza del calcio…
STATISTICHE
Al suo esordio in trasferta, a Walter Mazzarri riuscì l’ impresa del colpo vincente, lo scorso 25 ottobre 2009 : 1 –0 con gol con un tocco beffardo di Christian Maggio a tre minuti dal termine, dopo un calcio di rigore sbagliato da Quagliarella appena qualche minuto prima, alla fine di un match vinto meritatamente dagli azzurri. E’ stata la dodicesima vittoria complessiva napoletana, a fronte di ben 36 della Fiorentina ( l’ ultima per 2 –1 il 28 –1-2009, gol di Santana, Vitale per il Napoli, e punto decisivo di Montolivo ). Il pareggio ( 13 in tutto ) manca dal 17 aprile 1993, un 1 –1 firmato da due dei più grandi bomber degli anni ’90 : Fonseca per il Napoli, Batistuta per la Fiorentina. Come si sa, chi ben comincia è alla metà dell’ opera. Perciò : FORZA AZZURRI
