E’ L’INTER-DAY, LE ALTRE GRANDI TUTTE AL PALO. FESTA CHIEVO, SORPRESA CESENA
Sarà un segno della decadenza che caratterizza il nostro calcio, in cui ormai gli scarti di magazzino di Spagna e Inghilterra (per quanto campioni assoluti) vengono salutati come i colpi del secolo. Fatto sta che le prime due giornate di serie A ci dimostrano che il livellamento verso il basso fa sì, che possa succedere di tutto in qualsiasi partita. Il che, visto da una prospettiva più ampia (più imprevedibilità uguale più spettacolo) non è neanche tanto male. Si comincia con l’Inter che suda per battere un’Udinese interessante ma ancora in rodaggio, come dimostra lo zero in classifica e la maglia nera del campionato. I fuochi artificiali però scoppiano nel soirèe: il Milan si arrende inerme ad un frizzante Cesena che si propone come la vera matricola terribile. Bogdani e Giaccherini (occhio a questo ragazzo, Prandelli ci starà già facendo un pensierino) stendono Allegri, il “colpaccio” Ibrahimovic si mangia un rigore. Ma è tutta colpa di un complotto comunista, almeno a sentire l’onnipresidente Berlusconi, che accuserebbe di bolscevismo finanche un cane che gli taglia la strada. Ma questa è un’altra storia, che non merita neanche una parola in più. Qualche riflessione invece la riserviamo ad una Roma irriconoscibile, travolta dal nuovo-ma-mica-tanto Cagliari di Bisoli (pioniere del già citato Cesena, peraltro) che sommerge i giallorossi con ben cinque reti. L’espulsione di Burdisso è un alibi troppo sottile per reggere al peso di una simile disfatta. Attenzione a non stancare Ranieri, un nuovo caso-Spalletti non è ipotesi così peregrina.
Quando c’è tutto questo ben di Dio negli anticipi, la Domenica dovrebbero rimanere le briciole. E invece anche qui le sorprese sono dietro l’angolo, con il Genoa che assapora la vetta ma poi si fa infilare tre volte a domicilio da un Chievo adesso capolista solitario, pensate un po’. Stecca anche la Fiorentina, cui basta una rete del redivivo Di Michele ad inizio match per sciogliersi come neve al sole. Eppure i viola possono recriminare per un gol regolarissimo annullato a Kroldrup, con il gol fantasma di Cavani alla prima siamo a due errori decisivi in due giornate: se non è una giustificazione è quantomeno un’attenuante. Senza scuse invece la difesa juventina, bucherellata come un colabrodo da Cassano e i suoi piccoli scudieri. Pozzi sfrutta al meglio la chance concessagli suo malgrado da Pazzini, Marilungo entra e fa sfracelli. La Samp è la dimostrazione che quando si hanno un vivaio florido e uno scouting competente non servono troppi arzigogoli sul mercato. La Juve deve invece ringraziare i guardalinee, due gol su tre convalidati in fuorigioco sono un bel regalo per ripartire con un punto che è un brodino per gli esperimenti di Del Neri. Si ferma anche il coraggioso Palermo, cui non bastano i ragazzini terribili (Kasami è un ’92!!) per aver ragione di un Brescia concreto come il suo timoniere Iachini. Primi tre punti per il Catania e anche per la Lazio di Reja, ma che fatica per battere il Bologna! Una serie di risultati, comunque, che potevano essere a tutto vantaggio del Napoli, che però in serata non sfrutta i passi falsi delle concorrenti. Era importante, anzi importantissimo: lo scorso anno la partenza ad handicap penalizzò oltremodo gli azzurri nella corsa alla zona Champions’. Un motivo in più (e una scusa in meno…) per cambiare rotta e puntare ad un’impresa che, visto il livello delle avversarie, sarebbe grande ma non fantascientifica.
