DA RINAUDO A QUAGLIARELLA: LA JUVE VORREBBE FARE IL NAPOLI…

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Che lo stile Juve fosse in crisi, era cosa risaputa ormai da tempo. E  proprio alla stregua di un figliaccio che apprende lezioni di vita da un padre poco virtuoso, anche certa informazione della Torino bianconera non ha saputo resistere alla tentazione di farsi riconoscere. Questa volta, ahimè, con la spudorata necessità di aggrapparsi alla storia sportiva di un altro club per tentare di estirpare quell’etichetta sempre più da “provinciale di lusso” che ormai piove da ogni dove in capo a quella un tempo conosciuta come Madame. “Una storia che non ha nulla a che vedere con quella dei partenopei”, ha scritto qualche penna poco ispirata in quel di Torino, “perché a Napoli si ricorderanno di Maradona anche dopo la sua morte, mentre per la Juve i vari Platini, Vialli, Del Piero e Zoff fanno parte della normalità”. Come dargli torto..in fondo i vari Careca, Giordano, Alemão, Ferrara e Bagni, passando da Zola e Cannavaro, e chi più ne ha più ne metta, non sono stati che un’eccezione.  “Da scudetti a Champions League, fino alle Coppe Intercontinentali, la storia della Juventus non ha nulla a che vedere con quella dei partenopei”. Meno male, verrebbe da dire. Perché Napoli ha avuto i suoi anni, li ha vissuti pienamente con passione ed ha imparato anche a lasciarseli alle spalle nel momento in cui soldi e potere hanno rubato la scena al pallone, quello vero. Ma Napoli non ha conosciuto le aule dei tribunali, quelle proprio no. Perché la storia è anche questa, a meno che Calciopoli non sia stato solo il nome di una festa di paese di qualche piccolo borgo nascosto tra le valli piemontesi. Perché in riva al Golfo El Pibe de Oro sarà pure un Dio, ma siamo certi che se questo Dio avesse calcato i campi bianconeri, ora a Torino ci sarebbe lo Stadio Diego Armando Maradona e non l’Olimpico. Il motivo di tante attenzioni riservate al club partenopeo da parte del portale “TuttoJuve.com”? A dir poco paranoico: Il passaggio in bianconero di Rinaudo e Quagliarella, con la società di De Laurentiis divenuta il supermarket preferito di Marotta e soci. Tutto normale, almeno per chi non è affetto da amnesie gravi e persistenti, per grazia dei quali è bene ricordare che non c’è nulla di stano se si va a fare shopping nella vetrina di chi in classifica ti è arrivato davanti. Quagliarella e Rinaudo sono diventati zebrotti? E’ questa la vera noia? O forse la frustrazione di chi, abituato a vincere con mezzi leciti o meno, stavolta si è ritrovato dietro e forse visto l’andazzo ci si ritroverà spesso anche in futuro? Beh, una cosa è certa: c’è da giurare che in quel di Torino sarebbero felici di mettere le mani anche su Hamsik e Lavezzi..e perché no,  su Dossena magari, certi del fascino assolutamente irresistibile della loro “Mole”.  Se non fosse che il Napoli di De Laurentiis non si fa più frugar nelle tasche da nessuno. Tranne che per gli “scarti”, ovviamente.. Per di piu' la vigliaccheria di questa testata è che l'autore dell' articolo non si è nemmeno firmato…

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