AUSTERITY NAPOLI!BIGON ABILISSIMO A LIBERARSI DEI GIOCATORI IN ESUBERO, IMPOTENTE INVECE PER IL DIKTAT DEL PRESIDENTE SUGLI INVESTIMENTI DA FARE

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Priorità al bilancio. Il diktat di Aurelio De Laurentiis è stato centrato in pieno. La delusione per gli affamati di grandi nomi è palese, ma la razionalità dell'azione coerente ha assalito un presidente che da quando ha rilevato la proprietà del Napoli ha dovuto ingoiare tanti nomi strapagati e sopravvalutati che oggi riversano sulle casse societarie con un colpo di coda ampiamente preannunciato.

Ovvio, Gokhan Inler sarebbe stato quasi il massimo per rinforzare un gruppo che arriva da un sesto posto della stagione passata, ma date le circostanze che avvolgono l'intero sistema economico non solo calcistico allora il "chi si accontenta, gode" torna nuovamente di moda. Chiaro nessuno lo mette in dubbio che la crescita progressiva di una società lanciata verso l'alto, passa per forti investimenti, ma dalla stagione 2010/2011 può dirsi iniziato la vera seconda fase del progetto Napoli dove i conti devono essere a posto e l'aspetto tecnico privilegiato da un lavoro oculato e razionale senza disperdere un valore aggiunto giusto per creare titoloni o elogi. In tutto questo bisogna anche scindere il fattore "carta" dal fattore "campo": sulla carta sembra sia chiaro il dislivello di competizione tra Lucarelli e Borriello o Inler e Yedba, ma più che in casa di altri (dove i titoloni non fanno rose e fiori e più avanti spiegheremo il perchè) bisognerebbe valutare prima il cambio di rotta in casa propria per poi stilare un giusto ed equilibrato giudizio finale. Sempre sulla carta, il Napoli non ha fatto grandi passi avanti ma dire di aver fatto passi indietro nemmeno; Cristiano Lucarelli, 35 anni, non è un acquisto per il futuro ma una pedina gratuita da usufruire nel presente e, in relazione presenze-gol, lo scorso anno con la maglia del Livorno è stato anche più decisivo di German Denis con la maglia del Napoli. Dispiace dover salutare uno che con tanta determinazione ha difeso la maglia azzurra e dispiace ancor di più se questo ha firmato gol importanti al novantunesimo minuto, i sentimenti contano, ma in questo calcio i sentimenti passano in secondo piano. Yedba, certamente, non è un grande campione nonostante non abbia sfigurato in Portogallo, ma resta un'alternativa gratuita da schierare quando la benzina comincia a finire, risparmiando i continui tour de force ad un certo Walter Gargano che, da due stagioni a questa parte, è costretto a disputare 35 gare su 38 per mancanza di sostituti. Infine il confronto Cribari – Rinaudo: il brasiliano, 30 anni, gode di maggiore esperienza anche in campo internazionale, non è un fenomeno e su questo non ci piove, ma si può neanche obiettare che Leandro Rinaudo si è dimostrato ben lontano dagli standard qualitativi che offre la rosa azzurra e dal parametro pagato da Pierpaolo Marino dal Palermo 6 mln di euro! Meglio non farci ingannare dal passaggio alla Juventus, in bianconero sono passati ben di peggiori, ma teniamo conto delle vere prestazioni dell'ex palermitano fatte con la maglia azzurra. Per carità, in bocca al lupo al buon Rinaudo, ma i fatti descrivono ben altri poemi. Conclusione dedicata ad un certo José Ernesto Sosa, 25 anni, fino a due anni fa stella promettentissima del calcio argentino, esploso con l'Indipendiente e persosi nel fisico calcio tedesco.  Il sig. Dumitru invece è un giovane di talento che almeno è costato meno della meteora Hoffer.

 

Il vero capolavoro di Bigon è stato di liberarsi dei vari De Zerbi, Dalla Bona, Zalayeta e Navarro, che non è la stessa cosa di cedere Cigarini, Bogliacino, Contini e Datolo, calciatori di buona qualità. Su questo Bigon è stato piu’ bravo di Pierpaolo Marino, peccato che il povero dirigente padovano ha dovuto per volere di De Laurentiis lavorare con gli spicci in mano, mentre Marino dal primo anno di gestione ha potuto dilapidare il patrimonio azzurro. Onestamente la qualità c'è ma è discreta, la squadra è migliorata in attacco, a centrocampo si sono persi tre giocatori tecnici come Bogliacino, Datolo e Cigarini e si sono presi Blasi e Yebda che sono due operai e spaccalegna del prato verde. Quindi riteniamo che a centrocampo per certi aspetti ci siamo indeboliti non dal punto di vista numerico ma almeno dal punto di vista tecnico. In difesa la squadra nemmeno è stata migliorata, non è stato preso un terzino dal piede sinistro, a sto punto era meglio tenere Contini. Onestamente la speranza  è solo che Mazzarri  che ha avallato questo mercato al risparmio, possa come lo scorso anno far rendere al meglio i giocatori a sua disposizione. Ma con questa rosa sarà gia’ un’ impresa confermare il sesto posto dello scorso anno. Quest’anno purtroppo il presidente ha preferito investire sull’ ingaggio di De Niro e degli attori del prequel di Amici Miei e i tifosi devono farsene una ragione   .

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