ARS INVENTANDI
Con le ossa rotte. Così ne è uscito il Napoli. Dall’ultimo tris di partite che era stato definito “di fuoco” (o qualcosa del genere). Catania Liverpool Milan. Due pareggi in tre partite. Queste, le grandi gesta degli azzurri. Appunto. Con le ossa rotte. E non ha tutti i torti Mazzarri quando analizza molto oggettivamente e scientificamente la cattiva prestazione dei suoi uomini: la sfortuna, il campo bagnato, l’arbitro cattivo. Eccetera. Non ha tutti i torti quando cerca altrove le responsabilità di una partita andata male. Altrove, sempre altrove. Non ha tutti i torti perché è chiaro, che si perda si vinca o si pareggi, non è mai esclusivamente merito o colpa della prestazione dei giocatori e dell’allenatore. Il risultato finale di una gara scaturisce sempre dall’insieme di più e vari elementi. Ma il primo passo che dovrebbe compiere un allenatore è quello di individuare gli errori suoi e dei suoi giocatori. Non solo cercare alibi. Sempre e solo alibi. Qualcuno dovrebbe spiegare a Mazzarri che quelle sono solo interviste. Non interrogatori. Dunque dovrebbe evitare di cercare scuse per se e per la sua squadra. Alcune tra l’altro, detto tra di noi, decisamente stupide. Che il campo sia molto bagnato, per esempio, non sembra una motivazione accettabile. Che la sfortuna non lasci tregua al Napoli, un altro esempio, pare un commento tutt’altro che tecnico. L’unica giustificazione che regge, e dobbiamo sottolinearlo per l’ennesima volta (purtroppo), è il problema arbitro. Problema che a quanto pare non potrà risolversi così facilmente. La cosiddetta sudditanza psicologica è inevitabile. Soprattutto in Italia. Gli italiani hanno il servilismo nel dna. I servi sono ovunque. Nei giornali, in televisione, in ogni dove. Anzi, ancor di più dei servi, e molto più viscidi e fastidiosi di questi, sono i servi dei servi. Caratteristica di questi ultimi è il servilismo fine a se stesso. Di servi dei servi ce ne sono a valanghe, per ogni gusto, per ogni occasione. E In Italia, ahinoi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Se si tratta del Milan, poi, basta chiedere. Anzi, non c’è né assolutamente bisogno. I servi e i loro servi spunteranno come i funghi. Spontaneamente. Il motivo è più che ovvio e scontato. Ma ritorniamo a bomba. Dunque, oltre al problema dell’arbitraggio che, come abbiamo ampiamente detto, non si risolverà mai e poi mai, di alibi concreti e reali ce ne sono ben pochi. Il problema è un altro. E lo conosciamo tutti. Anche Mazzarri. Il tutto sta nell’ammettere i propri errori. Nel assumersi le proprie responsabilità. Il Mister non può non ammettere che il vero problema del Napoli è ed è stato il mercato completamente sbagliato. A parte Cavani, ovviamente. Mercato che a differenza dell’anno scorso è stato guidato, monitorato e indirizzato dall’allenatore stesso. Agli undici titolari non ci sono alternative valide. E questi poveri ragazzi, seppur spinti e carburati a suon di quattrini, non sono robot. E Mazzarri li sta spremendo come limoni, perché è chiaro, i migliori sono loro. E allora il nostro mister deve ammettere questi errori di cui è stato se non il responsabile, spettatore passivo. Il tecnico del Napoli, come del resto Bigon e il Presidente, deve assumersi le responsabilità e dare conto di ciò che accade. Evitando scuse di ogni genere, tra le più varie e fantasiose. Sapesse inventarle poi.
