ANGELI E DEMONI
Adesso vediamo che cosa si inventeranno. Perché qualcosa si inventeranno di certo. Quanto accaduto all’interno e all’esterno dello stadio Olimpico in occasione del derby è una brutta gatta da pelare per chi mena le danze, perché ora sarà difficile punire i protagonisti della megarissa soltanto con un bonario scappellotto. Scommettiamo che gira e rigira lo troveranno il modo per far passare tutto sotto silenzio?L’opera di occultamento dell’elefante è già iniziata a mestiere, si stanno già limitando ampiamente i danni procurati a mente calda, quando l’emozione è troppo forte per non dire nulla. Qualche giornalista birichino si è permesso di riportare quegli scontri sanguinosi che hanno causato diversi feriti, fra cui uno abbastanza grave per considerarsi vittima di una guerriglia urbana e non di una partita di calcio. Detto fatto, il problema è presto risolto. Fateci caso: già da ieri su tutti i principali portali di informazione sportiva non c’era più neanche un flebile riferimento al putiferio scatenatosi all’Olimpico. Erano scomparsi perfino i link di collegamento agli articoli “incriminati”, i bollettini di guerra post derby non si trovano più.
Forse è solo un caso, forse siamo pazzi e vediamo complotti anche dove non ce ne sono, ma non si può non pensare alle urla disperate che per giorni lancia la stampa quando nelle beghe da stadio sono coinvolti i napoletani. Il pensiero non può che andare a quella calda estate del 2008 e a quel maledetto treno per Roma-Napoli. Qualche danno materiale e alcuni disagi logistici scatenarono un putiferio di accuse e processi mediatici degni di una strage terroristica. E la condanna fu impietosa: un anno di arresti domiciliari, niente trasferte per l’intera stagione. E dire che nessuno finì all’ospedale, al massimo qualche madre disperata non riuscì a prendere il treno per vedere il figlio nella Capitale, con tanto di servizio strappalacrime di Studio Aperto. Se la memoria non mi fa difetto, negli ultimi tempi al di là di atti teppistici non mi sembra di ricordare tafferugli sanguinosi che abbiano visto protagonisti gli ultrà partenopei. Morti e feriti a Napoli non si vedono da anni e anni, eppure gli unici ad essere puniti sono sempre e solo i tifosi azzurri. Non lo scopriamo oggi, semmai oggi si riapre una vecchia ferita, una cicatrice che fa male ogni volta che il resto degli hooligans italiani la fa franca.
Perché oggi c’è stato il primo verdetto, quello del giudice sportivo, che ha stabilito che domenica pomeriggio a Roma non è accaduto assolutamente nulla. Neanche una multa per ricordare le botte che si sono dati i picchiatori dell’Olimpico. Altre sentenze ci saranno nei prossimi giorni, fra CASMS e Osservatorio, ma senza farci troppe illusioni possiamo già star certi che le pene non saranno proporzionate a quelle comminate ai napoletani. Sappiamo che per Tosel e i suoi Napoli è una città a statuto speciale, ciò che ci auspichiamo è che almeno non finisca tutto in una bolla di sapone. Perché può andar bene perfino essere additati come gli unici diavoli della situazione, ma che poi tutti gli altri passino anche per angioletti sarebbe davvero troppo, per chiunque abbia un minimo di buonsenso.
