“AMICI” DI MARIO BALOTELLI

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Come può un ragazzino di vent’anni suscitare un interesse su di sé talmente morboso da mettere in secondo piano perfino una Coppa dei Campioni. L’Inter compieva l’impresa del secolo, rifilando un sonoro 3-1 al magico Barcellona e i giornali parlavano di una riserva, invece di esaltare gli undici eroi capaci di quel gran risultato. Sembra incredibile, ma in nerazzurro Mario Balotelli è diventato più importante dei Milito, più chiacchierato dei Mourinho e perfino più influente dei Moratti. Per lo meno agli occhi della stampa italiana. Si sa che i quotidiani del nostro paese sono più interessati agli scandali che ai fatti, nello sport come nella vita quotidiana. Come i tabloid inglesi, più dei tabloid inglesi. Per le abitudini di cattivo gusto sappiamo prendere esempio fin troppo bene, tanto da arrivare a superare i maestri. 

Certo che questo benedetto ragazzo ce ne mette del suo. Un giorno è la maglia del Milan, l’altro una litigata con l’allenatore, l’altro ancora manda a quel paese tutti i suoi tifosi colpevoli soltanto di aver espresso dissenso per una prestazione che sconcertante è dir poco. Purché se ne parli, il motto dei maniaci di protagonismo addosso a Balotelli calza meglio della maglia rossonera regalatagli da Striscia la notizia. Mourinho lo detesta perché gli ruba la scena nel pollaio, tutto il mondo lo odia perché non sa far altro che provocare, gli interisti sono disposti a perdere il talento più cristallino d’Italia pur di toglierselo dai piedi. Per il momento il giovane italo-ghanese ha fatto più notizia per i disastri combinati in campo e fuori che per le prodezze con il pallone tra i piedi. In fondo finora ha segnato poco più di una ventina di gol, dall’inizio della sua breve carriera. Molte di più sono state le occasioni in cui è comparso sulle prime pagine per motivi extracalcistici. Glamour come solo i veri divi sanno essere, smuove le opinioni isteriche dei parrucconi televisivi come un Beckham o un Cristiano Ronaldo. La differenza è che quelli hanno dimostrato a suon di prodezze di meritarsi cotanta fama, il nostro invece non ha ancora dimostrato nulla. 

Ma forse in questa storia Balotelli è più vittima che carnefice. In fondo, scatti d’ira a parte, non ha mai fatto grandi show davanti ai microfoni, anzi molto spesso riesce a far più rumore con un silenzio che con una dichiarazione al pepe. Il problema sta in tutta l’impalcatura che gli si costruisce intorno, l’interesse morboso di paparazzi e pennivendoli per ogni sua mossa che possa sembrare un attimo più sopra le righe. Il reality show applicato al calcio, quando conta più il personaggio che il calciatore. Magari se gli si lascia il tempo di maturare senza asfissiarlo con telecamere e macchine fotografiche, Balotelli avrà modo di capire da solo qual è la strada giusta da imboccare, se vuole essere un campione piuttosto che un attore. Proviamo a proteggerlo, invece di mangiarcelo ogni volta che esce di casa: sarà un affare per l’Inter o per qualunque squadra abbia il coraggio di investire su di lui, ma ciò che più conta sarà un acquisto prezioso per la Nazionale, se diventerà il campionissimo che promette di diventare. In questi tempi di carestia non è per niente un’ipotesi malvagia.

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