A NOI CE NE FREGA QUALCOSA

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Non me ne frega nulla dell’Europa League. Queste, lettera più lettera meno, sono le parole pronunciate da Aurelio De Laurentiis al termine della gara fra Napoli ed Elfsborg, valevole per l’accesso alla seconda competizione europea in ordine di importanza. Per inciso trattasi della stessa Europa League che a fine campionato è stata salutata come un traguardo sensazionale, a coronamento di una grande stagione. Ora, come si dice in questi casi, la domanda nasce spontanea: quale delle due opinioni è la verità e quale la vaccata pazzesca?

 

Giudizio squisitamente personale, è molto più valido quanto detto a maggio. Quella che un paio di anni fa si chiamava Coppa Uefa è comunque un torneo internazionale che peraltro negli ultimi tempi ha recuperato tantissimo appeal, come dimostra l’animosità con cui molte blasonate squadre europee hanno affrontato le fasi finali nelle ultime stagioni. E De Laurentiis era d’accordissimo, prima che gli andasse storto un boccone ed iniziasse ad insultare a più riprese i vertici federali europei. Questione di denari, manco a dirlo, l’orecchio da cui i presidenti delle squadre di calcio ci sentono meglio. Non si spiegherebbe altrimenti un simile disprezzo del piatto in cui si sta mangiando. Non ci si può svegliare una mattina e cambiare improvvisamente idea, come presi dalla sindrome del dottor Jekyll. Eppure, considerando che il patron partenopeo è uomo esperto e soprattutto un grande maestro di comunicazione, è lecito sollevare più di un dubbio sulla portata della bomba a mano che ha lanciato giovedì. Non le pensa veramente, le cose che ha detto, rifiutiamoci di crederlo. Più probabilmente è stata solo una scrollata a Platini, che a giudizio di don Aurelio gestisce male la distribuzione dei diritti tv. Della coppa gliene importa eccome, perché lui prima di tutti noi è ben conscio del prestigio che può avere il Napoli andando molto avanti in una competizione in cui giocano squadre come Manchester City, Atletico Madrid e non ultima la Juve. 

 

In caso contrario farebbe bene a fare un passo indietro. Perché i tifosi a cui dice di tenere tanto sono entusiasti all’idea di tornare a calcare palcoscenici internazionali, a caccia di quel trofeo che ventuno anni fa mandò in visibilio un’intera città forse ancor più dello scudetto. Sicuramente De Laurentiis sa anche questo, visto che per Napoli-Elfsborg ha messo i prezzi dei biglietti al doppio di quanto abbia fatto il Palermo, per fare un esempio. Allora un po’ di rispetto per chi ha pagato dieci euro per guardare un’amichevole precampionato in tv, o per chi ha speso venti euro per venire in curva a sostenere il Napoli europeo. Al presidente potrà fregargliene o meno dell’Europa League, sinceramente non ha grande importanza. Una sola cosa è certa, ed è quella che conta di più: per i tifosi questa coppa è come il babà, è una cosa seria. Quindi, caro presidente, con tutto il rispetto farà bene ad assimilare questo messaggio: con l’Europa League “nun se pazzea”!

  

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